Sicurezza
Col nuovo impianto sconti in bolletta
Rifiuti, presentata la ditta che realizzerà i lavori: è spagnola. Spariranno i cattivi odori e il cantiere porterà occupazione
PONTEDERA. La metà di giugno del 2014 potrebbe essere un periodo storico per Pontedera, visto che dovrebbe essere quello il momento dell'entrata in funzione del nuovo impianto di Geofor per l'organico. Finirebbe, così, “la storia delle maleodoranze”, grazie al primo impianto anaerobico della Toscana, tecnologia definita “a umido” proposta dall'associazione temporanea d'impresa (Ati) composta dalla società spagnola Ros Roca di Tarrega, vicino a Barcellona e dalla Cooperativa Muratori e Braccianti (Cmb) di Carpi. Poco meno di 15 milioni di euro l'importo complessivo dell'operazione, il cui bando è stato assegnato anche grazie a un ribasso d'asta del 10%. L'apertura del cantiere è prevista per l'inizio del nuovo anno e i tempi di realizzazione sono stimati in un anno e mezzo.
Via libera dopo il ritardo. Le aziende giunte seconde e terze nella graduatoria hanno voluto visionare gli atti di assegnazione della commessa. Per questo c'è stato un po' di ritardo. Scaduti i termini per i ricorsi, però, ieri è stata la stessa Geofor a dare il via libera all'operazione-organico. Un progetto atteso, che aumenterà la capacità di trattamento da 21mila tonnellate all'anno a 44mila, rispetto alle 30mila di organico raccolte ogni anno. I costi per i 9mila normalmente inviati a impianti esterni spariranno. Così come le maleodoranze che da anni infestano Pontedera e zone limitrofe a seconda di come gira il vento. Il tutto grazie a un ambiente completamente chiuso nei 14mila metri quadrati dell'impianto. Ma anche all'azione di batteri che provvederanno al trattamento della parte organica dei rifiuti.
Energia e tariffe piu' basse. Dai processi di idrolisi, acetogenesi e metanogenesi, attivati da tre tipologie differenti di batteri, verrà prodotto biogas, fatto defluire in appositi motori e che sprigionerà energia per 11,5 milioni di kilowatt orari. Questo permetterà di abbattere i costi (visto che 2.200.000 kw/h saranno utilizzati dall'impianto), di accedere agli incentivi per le energie rinnovabili (considerato che l'eccesso di energia prodotta sarà immessa nella rete) e, quindi, di ridurre le tariffe per gli utenti di Geofor. Almeno stando a quanto spiegato dal presidente, Paolo Marconcini, e dall'amministratore delegato, Fabrizio Catarsi. Il residuale 10% di solido risultante dal trattamento dell'organico sarà miscelato con sfalce e potatura raccolta da Geofor e, dopo un ulteriore trattamento, trasformata in ammendante per lavorazioni agricole.
Opportunità di lavoro. Durante la conferenza stampa di presentazione non sono stati forniti dati precisi rispetto alle opportunità di lavoro conseguenti alla realizzazione dell'impianto di trattamento dell'organico. L'Ati composto da Ros Roca e Cmb potrà appaltare al massimo il 30% del lavoro e «presumibilmente ci saranno opportunità per le aziende della zona», ha affermato Catarsi. Si tratta di una previsione che dovrà confermata nelle prossime settimane. Sembra invece che non ci saranno assunzioni in Geofor, che gestirà l'impianto in proprio, dopo un periodo di affiancamento da parte dei tecnici della società spagnola. Serviranno sette addetti, visto che il meccanismo è ampiamente automatizzato, che saranno individuati all'interno dell'azienda di viale America.
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