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Cave, appello agli assessori regionali

Cave, appello agli assessori regionali

Alla battaglia del comitato si uniscono i cacciatori: una lettera per spiegare quale scempio naturalistico si commetterebbe

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PALAIA. Quella contro le cave che dovrebbero nascere nel territorio del comune di Palaia, al confine con il territorio sanminiatese, è una battaglia che sta allargando sia gli orizzonti, sia il fronte dei cittadini che sono contrari.

Gli operatori turistici, i proprietari delle strutture ricettive della zona, dopo aver formato un comitato, per contrastare la decisione che Comune e Provincia di Pisa stanno portando avanti, hanno preso carta e penna ed hanno scritto agli assessori regionali, per informarli di quel che sta accadendo.

«Nella mia zona - è il testo della lettera che porta la firma di Sergio Settesoldi, proprietario di una struttura turistica in quell’area - al confine fra il comune di San Miniato dove risiedo e quello di Palaia è stata approvata l'apertura di 3 cave per l'estrazione di un milione di metri cubi di sabbia. La pubblicità alla decisione è stata data nei canali ufficiali, il bollettino regionale, che nessun cittadino, a meno che non sia direttamente interessato ad una cava, consulta. Dell'iter dell'approvazione delle cave noi abitanti della zona siamo venuti a conoscenza solo di recente a termini per le osservazioni scaduti».

Le zone interessate dalle cave si trovano, viene spiegato agli amministratori regionali - contrariamente a quanto segnato sulle carte evidentemente non aggiornate, in zona altamente tartufigena (lo ha dichiarato l'associazione tartufai di San Miniato). «La zona, sul versante Palaia, è scarsamente abitata, ma a 150 metri da una cava in progetto si trova un agriturismo che aprirà ai giugno – e altre 5 abitazioni che si affacciano sulla valle versante San Miniato, con affaccio diretto sulle costruende cave si trova no strutture turistiche avviate e

in progettazione. Per queste sarà un gran danno economico».

Settesoldi scrive agli assessori Scaletti, Salvadori e Ceccobao, per sollecitare un intervento in difesa del «nostro meraviglioso ambiente e del nostro lavoro».

E una lunga lettera hanno scritto anche le associazioni venatorie, al presidente della Provincia di Pisa, all’assessore provinciale all’ambiente e alla difesa della fauna, ai sindaci di San Miniato e di Palaia, che sono i due comuni direttamente interessati. «Ci opponiamo – scrivono – a un’azione forzosa e disastrosa, come quella messa in atto a nostra insaputa. L?intervento, che ci auguriamo venga cancellato, porterebbe- se attuato - a uno sconvolgimento faunistico, naturalistico, paesaggistico e strutturale della zona. Questa è un’area incontaminata, da sempre rispettata. La scelta fatta è scellerata, colpisce la gete ma anche il territorio. Per questo ci opponiamo alle scelte fatte a tavolino, illuminata solo dalla luce di facili guadagni»

Le associazioni venatorie (quelle che hanno prodotto il documento sono di San Miniato) chiedono un immediato incontro per confrontarsi su questa vicenda e consigliare «nuovi programmi di interventi, in aree meno sensibili».

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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