Il Tirreno

Pontedera

Non accetta la separazione picchia moglie e suocero

di Sabrina Chiellini

L’uomo, che è stato anche arrestato, ha collezionato una serie di denunce culminate in un procedimento per stalking. Un “assedio” per la donna e i parenti

2 MINUTI DI LETTURA





MONTOPOLI. Accuse pesanti quelle rivolte, tante le denunce culminate con l’arresto per stalking nell’agosto 2010 di un commerciante di pellame di 44 anni di Fucecchio, protagonista di una separazione dalla moglie che è diventata un incubo per la donna, la figlia, i suoceri e i parenti più stretti della ex moglie.

L’uomo è stato condannato in tribunale a Pontedera quando i problemi coniugali dell’uomo erano appena all’inizio. Di qui a poco un giudice lo ha allontanato dalla casa coniugale, vicino a quella dei suoceri. Il commerciante è finito a giudizio in quanto, nel luglio 2007, è stato denunciato per aver maltrattato la moglie minacciandola, nel corso di una lite (»Ti ammazzo...»), e arrivando a percuoterla.

La moglie aveva raccontato di essere stata spinta per terra dall’uomo che le aveva tirato i capelli. Era solo l’inizio di un incubo che l’ha portata a presentare altre denunce, a chiedere provvedimenti di allontanamento fino a quando il commerciante non è addirittura finito in manette ed è rimasto tre giorni in carcere.

Durante l’ “incontro ravvicinato” estivo la donna era rimasta ferita (da qui l’accusa di lesioni rivolta) con lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. I dissidi non si erano limitati alla coppia. L’uomo, che non era d’accordo sulle modalità della separazione, ha avuto litigi anche con il suocero che è stato affrontato in maniera piuttosto violenta.

L’uomo lo aveva minacciato (i fatti si riferiscono sempre al 17 luglio di quasi 5 anni fa), era entrato nel giardino di casa del suocero e con un machete (era stato acquistato a Cuba e durante l’aggressione per fortuna si ruppe...) aveva danneggiato le piante, il cancello e alcuni vasi situati all’interno della proprietà del suocero a San Romano, nel comune di Montopoli Valdarno.

A distanza di anni la storia è stata ripercorsa in tribunale a Pontedera, dove si è svolto il processo di primo grado e l’uomo è stato condannato a un anno e sei mesi di carcere. Il giudice lo ha condannato anche a pagare le spese processuali e il risarcimento dei danni morali e materiali causati alla ex moglie e al suocero. L’entità del risarcimento dovrà essere stabilita con un procedimento in sede civile.

Nel frattempo, la coppia non si è ancora legalmente separata e la donna ha vissuto un vero e proprio assedio che le ha cambiato la vita e che difficilmente potrà allontanare dai suoi ricordi, così come da quelli dei non più giovani genitori, che si sono trovati a dover affrontare una situazione angosciante che legalmente si concluderà chissà quando.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa