Il dolore
Condanne confermate per i 4 morti sull’A26
Sei anni a un funzionario della Motorizzazione, 5 al proprietario del vecchio tir Il mezzo non riuscì a frenare. Perse la vita un senegalese di Pontedera
PONTEDERA. Nell’incidente, nell’agosto 2005 sull’autostrada A26, morirono tre giovani studenti di Aosta e il conducente senegalese di un autoarticolato, residente a Pontedera. I giudici della Corte d'Appello di Genova hanno confermato ieri la sentenza di primo grado. Condanne a 6 e 5 anni a carico dei due imputati. E risarcimenti per circa un milione di euro. Si tratta di Gerardo La Padula, di Vicopisano (sei anni), funzionario della motorizzazione civile di Pisa, e Roberto Socci, di Livorno, proprietario dell'automezzo.
L'incidente avvenne fra Masone e il raccordo autostradale con la A10. Nel pauroso scontro rimasero uccisi gli studenti Luca Miozzi, di 19 anni, Davide Donzel, di 20 anni, e Michel Val di 19 anni, che si stavano recando in vacanza in Liguria. La quarta vittima fu il senegalese di Pontedera Kebe Mamadou Bamba di 47 anni, conducente del camion che trasportava carta.
Il procuratore generale Luigi Cavadini Lenuzza aveva chiesto la conferma della pena di primo grado e la difesa non è stata in grado di ribaltare quanto emerso dal processo di primo grado, anche se gli avvocati hanno insistito molto sulla presunta responsabilità del conducente del camion. Secondo i giudici, invece, nella tragedia ha avuto una grande responsabilità il vecchio tir che non aveva avuto la necessaria manutenzione. Nello schianto (il camion non frenò) morirono i tre ragazzi valdostani che viaggiavano a bordo di un'auto e l'autista senegalese del tir che trascinoò via il new- jersey per circa 70 metri.
Il tir urtò prima il new jersey e poi l'auto dove viaggiavano i tre ragazzi che, dopo aver sfondato la barriera di protezione, precipitò.
La condanna parte dal presupposto che il funzionario pubblico non abbia verificato in maniera adeguata le condizioni del tir (motrice e semirimorchio avevano superato la revisione da pochi mesi).
Confermati anche i risarcimenti danni per tutte le parti civili che saranno quantificati con una causa civile. La sentenza di primo grado riconosceva una provvisionale immediatamente esecutiva di circa 100.000 euro per ogni genitore e 80.000 euro per ogni fratello dei ragazzi morti. Inoltre, ha disposto una provvisionale di 80.000 euro per il fratello del senegalese, unico familiare costituitosi. Le motivazioni della sentenza entro 90 giorni.
È quasi scontato che i due imputati presenteranno ricorso in Cassazione ritenendo che le cause della tragedia siano da ricercare in una cattiva condotta di guida del camionista morto nell’incidente.
Sabrina Chiellini
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