Dove sono finiti i ricconi di Santa Croce?
Sono appena 93 coloro che dichiarano un reddito superiore ai 75mila euro. Più controlli contro gli evasori dell’Irpef
SANTA CROCE. A pensar male si farà anche peccato, ma bastano pochi numeri per sollevare un dubbio che sembra più concreto di una sensazione. É sufficiente scorrere i dati del Comune di Santa Croce per la determinazione degli scaglioni Irpef. Si scopre così che i contribuenti “più ricchi”, chiamati a sostenere l’aliquota più alta, superiore allo 0,8%, sono meno di un centinaio. Per la precisione appena 93. Sono i cittadini che dichiarano un reddito annuo superiore ai 75mila euro, oltre il quale scatta l’aliquota massima. È uno degli aspetti emersi dalla discussione sul bilancio nel consiglio comunale di martedì.
«Da questi dati, in una realtà come Santa Croce – ha detto il sindaco Osvaldo Ciaponi – ci si rende conto che il livello di evasione dell’Irpef è elevatissimo». Dati che hanno spinto l’amministrazione ad una maggiore attenzione al tema dell’evasione, mettendo in campo forze e strumenti. «È uno dei punti fondamentali del bilancio di quest’anno – ha aggiunto il sindaco –. Abbiamo appena acquistato un nuovo programma che ci permetterà di incrociare i numeri di 12 banche dati diverse, in modo da far emergere indicatori e riscontri oggettivi sull’evasione».
Banchi vuoti. Un aspetto interessante, che spicca, però, in un consiglio comunale dal clima surreale, per la protesta dell’opposizione che ha da subito abbandonato l’aula. «Vogliamo affermare un principio di democrazia – ha detto in apertura la capogruppo Pdl Letizia Quaglierini –: anche stavolta dobbiamo rilevare il mancato rispetto dei tempi per la consegna della documentazione ai consiglieri». Da qui la richiesta, subito respinta, di rinviare la seduta. «È la terza volta in tre anni che succede – ha aggiunto Stefano Giannotti de “Il centrodestra per Santa Croce” –. Il regolamento comunale di contabilità, all’articolo 10, stabilisce che tutta la documentazione deve essere depositata 15 giorni prima. E sottolineo tutta, perché quelli del bilancio non sono atti separati. I documenti non sono neppure stati messi a disposizione della commissione Bilancio, né discussi con i cittadini come negli altri comuni. Ancora una volta prevale l’arroganza, da parte di una giunta che rischia di portare il Comune verso condizioni di difficoltà strutturale».
La replica. «Gli atti – ha ribattuto Ciaponi – sono stati consegnati il 4 e il 7 maggio, mentre gli altri sono documenti ordinari del consiglio comunale. La richiesta di rinvio è fuori luogo e strumentale. Stigmatizzo questo comportamento demagogico, populista e pretestuoso». La discussione, quindi, con la sola eccezione di Irene Storti della Lega, è proseguita nelle mani della maggioranza.
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