Il Tirreno

Pontedera

Caos cave, c’è uno spiraglio

di Manolo Morandini
Caos cave, c’è uno spiraglio

Palaia, il sindaco Falchi: «È il caso di vedere se ci sono state delle parti non ben valutate»

3 MINUTI DI LETTURA





PALAIA. In agenda ci sono la richiesta di un incontro con il presidente della Provincia di Pisa Andrea Pieroni e l’assessore all’Ambiente Valter Picchi. «Per capire gli aspetti tecnici della vicenda», precisa il sindaco di Palaia Alberto Falchi. Tra gli appuntamenti a breve anche uno con il presidente dell’Associazione Tartufai di San Miniato, Salvatore Cucchiara. L’amministrazione palaiese non chiude le porte alle critiche. Sui tre siti di cava previsti nella valle del Chiecina potrebbe aprirsi un nuovo capitolo. «Sarà il caso di vedere se ci sono state delle parti non ben valutate».

Contro l’assedio di sabbia e ghiaia che minaccia la valle, stando alle previsioni del Piano delle attività estrattive, di recupero delle aree escavate e riutilizzo dei residui recuperabili della Provincia di Pisa ((Paerp), parte del piano regionale, e che è stato approvato dal consiglio provinciale il 22 marzo in via definitiva, si profila un ricorso al Tar. A promuoverlo una quindicina tra agricoltori, imprenditori agrituristici e cittadini che affacciano su quella valle, a metà tra San Miniato e Palaia. E c’è un Comitato “No cave” che sta raccogliendo le firme per dar voce all’allarme che vede in campo anche i tartufai. La zona è considerata uno scrigno prezioso per la produzione del Tuber magnatum pico, circa un quinto di quello raccolto su scala provinciale.

Anche rispetto alle mappe dei tartufi, Falchi vuole sgombrare il campo dai dubbi. «Voglio capire se ed eventualemente il perché non sono state recepite nel Piano strutturale del Comune quelle aree su cui insistono i siti di cava. Trovo strano che non siano state inserite». Spazi aperti dunque, ma con ruoli precisi. «È bene che le competenze siano chiare. Tra Provincia e Comune, la nostra è solo sul piano di coltivazione dei siti di estrazione».

Il primo cittadino di Palaia non ci sta a passare per il sindaco pro cave. «Il precedente regolamento urbanistico prevedeva due siti di estrazione, di cui uno nella valle del Chiecina. Ma entrambi sono stati stralciati dal Piano strutturale che abbiamo approvato nel 2006». E sottolinea: «Sull’intendimento dell’amministrazione comunale c’è poco da discutere. Se avessimo voluto l’apertura di fronti di cava sul nostro territorio avremmo potuto confermare quelle vecchie previsioni».

A chi lo invita a guardare all’esperienza di Chianni (vedi servizio sotto) Falchi chiosa: «Potrebbe verificarsi anche qua. Presumo che potremmo non recepire quelle previsioni di cave all’interno del nostro Piano strutturale. Del resto, se fossimo stati favorevoli non avremmo presentato delle osservazioni per chiedere alla Provincia di stralciarle». La linea, però, è quella della prudenza. «Si tratta di capire quali sono i margini di azione – sostiene – Ma per farlo serve un percorso istituzionale». Con un’anticipazione: «le aree tartufigene che non risultano nel Piano strutturale, provvederemo a inserirle». L’obiettivo è chiaro. «Impegnarsi a capire quali possono essere i passi da fare – conclude Alberto Falchi – per ricercare l’interesse del territorio e non dei singoli».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa