Gioco
Quel pezzo di nord a La Rotta nuova patria del Pinot grigio
Il “Villa Sole” del conte Aldobrando Degli Azzoni Avogadro, titolare del resort “Le Sodole” sta spopolando sul mercato. Al via i lavori per un nuovo vigneto, per soddisfare le richieste
PONTEDERA. Con ogni probabilità, il suo, impiantato a La Rotta di Pontedera, è stato il primo vigneto a Pinot grigio della Toscana. Una scommessa allora, una trovata geniale e azzeccata oggi. Tanto che sono al via i lavori per un nuovo vigneto da seimila metri quadrati che consentirà all’azienda di rispondere meglio alla grande richiesta proveniente dal mercato, anche estero.
Il conte Aldobrando Degli Azzoni Avogadro ha preso proprio dal nonno, quando 102 anni fa, passando in treno attraverso questa zona, si tolse la giacca e, appendendola nello scompartimento, vide fuori una bellissima villa, quella de La Rotta appunto, e se ne innamorò. S’informò subito e venne a sapere che era di proprietà di un noto giocatore d’azzardo della zona. Aspettò il momento giusto, come si deve fare generalmente quando si ha a che fare con chi gravita nel mondo del gioco, e l’acquistò al prezzo di 400mila lire. Era il 1910. Oggi, vivono qui il conte, sua madre, sua moglie e i suoi tre figli. La villa è stata ribattezzata “Villa Sole”, proprio come il vino fatto con il Pinot grigio. A poche decine di metri in linea d’aria si trovano l’azienda vinicola, con le distese dei filari, e il resort “Le Sodole”, con tanto di ristorante, piscina e campo da golf, aperto da circa un anno. Questo è il regno di Carlo Cioli, un ottimo cuoco che consigliamo di provare a tutti i buongustai. È un professionista molto attento alla qualità e i suoi piatti sono il risultato di un’approfondita ricerca delle materie prime. In carta, in questi giorni, possiamo trovare carpaccio di lardo con misticanza, frutta secca e miele al tartufo, pappardelle di farro con ragù di cinta senese, bigoli al Chianti degli Azzoni con dadolata di vitello e coriandoli di peperone, petto d’anatra in crosta di olive verdi e coniglio al ginepro. Un’autentica perla culinaria è rappresentata dal “ponche alla livornese”, un dessert a metà tra il sorbetto e il semifreddo, a base ovviamente di caffè e rhum.
Ma torniamo al vino. Per scoprire adeguatamente le caratteristiche del “Villa Sole” chiediamo aiuto a Enrico Bimbi, enogastronomo, sommelier e presidente della giuria della prima edizione del concorso “Il Mestolo del Tirreno”, riservato alle ricette dei lettori.
«Considerato un bianco – ci spiega Bimbi – il Pinot grigio è di fatto un vitigno particolare che ha mantenuto molti elementi peculiari del Pinot nero da cui ha avuto mutazione genetica. È ricco di antociani (situati nella buccia dell’acino, sono gli artefici del colore del vino) e quando si vinifica con l'intervento delle bucce, come il “Villa Sole” del conte Aldobrando Degli Azzoni Avogadro che utilizza il metodo di macerazione a freddo, il colore ramato, buccia di cipolla, viene fuori in tutto il suo splendore».
Il Pinot grigio ricopre un ruolo importante nella storia enologica. «Vinificato in bianco (senza bucce) – aggiunge Bimbi – negli anni Sessanta e Settanta in Italia è stato un vino di gran moda: per la prima volta era uscito sul mercato un vino che aveva la finezza e l'eleganza di un bianco ma nel contempo appagava il palato con nerbo e struttura, caratteristiche comuni ai rossi. Dal successo del Pinot grigio è nata successivamente la tendenza di dare maggiore struttura anche ad alcuni vitigni a bacca bianca, facendo concentrazione in vigna e spesso fermentazioni e/o affinamenti in legno. Insomma, il Pinot grigio è da considerarsi il precursore dei “super whites” che oggi incantano tanti degustatori. Attualmente, il Pinot grigio è radicato in quelle regioni settentrionali (Veneto, Friuli e Alto Adige) che per prime lo hanno fatto debuttare nella nostra penisola. Solo in tempi recenti la Toscana ha dimostrato essere eccellente alternativa e la doc Sant’Antimo di Montalcino lo ha adottato inserendo nel disciplinare la tipologia Pinot grigio. Forse la propensione della nostra terra per questo vitigno si sarebbe potuta scoprire molto prima se qualcuno avesse osservato la bellezza delle viti nella tenuta Degli Azzoni Avogadro. Infatti, il conte Roberto, innamorato del Pinot grigio, fiore all’occhiello della tenuta di famiglia nel trevigiano, nel 1969 decise di portare le affezionate barbatelle nella proprietà di Pontedera dove aveva residenza. Il loro impianto fu subito sorprendente dimostrando che terre e clima donavano l’habitat ideale. A lungo il Pinot grigio si è unito al Trebbiano e alla Malvasia costituendo il segreto della bontà del vino bianco della fattoria, fino a che il figlio di Roberto, Aldobrando, competente ed appassionato di viticultura, mette a profitto questa eccellenza vinificandola in purezza. Nasce così il “Villa Sole”, frutto di vecchie vigne di Pinot grigio, molto probabilmente il primo impianto della Toscana».
La prossima, per il conte Aldobrando, sarà la venticinquesima vendemmia. Nel 2003, la prima destinata alla bottiglia, non particolarmente amata dal padre. Tra i rossi, da menzionare l’Heliantus, mentre è sicuramente un’eccellenza il vin santo “Baciamano”, per il quale vanno matti i finlandesi.
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