Gioco
Miriam, da Parigi alla Valdicecina in auto per onorare la memoria della figlia “italiana”
Una storia vera. Proprio come il film di David Lynch. Questa volta la protagonista di anni ne ha ben 86 e a bordo della sua Seat Ibiza, insieme al cane Greg lascia il 6 maggio Parigi...
Una storia vera. Proprio come il film di David Lynch. Questa volta la protagonista di anni ne ha ben 86 e a bordo della sua Seat Ibiza, insieme al cane Greg lascia il 6 maggio Parigi dove vive («prima ho votato per le elezioni presidenziali e poi son partita», dice) per 4 giorni di viaggio tutto italiano, on the road, per ripercorre i luoghi della sua memoria. Di quella del marito che per tanti ha lavorato nel Belpaese come consulente per le perforazioni. Ma soprattutto nel ricordo della figlia Dominique, nata in una clinica di Catania e vissuta per 2 anni proprio a Castelnuovo durante il "periodo geotermico" della famiglia.
E' lì che si trova adesso madame Miriam Gillard, classe 1926, tra lo stupore e l'affetto degli amici dell'Alta Valdicecina che l'anno conosciuta 50 anni fa. «Prima di andar via per sempre come mia figlia morta per un male al fegato nel 1979 a 25 anni, 8 giorni prima di sposarsi, e come mio marito, volevo tornare in quei luoghi della mia vita che non dimenticherò mai, e dove è nata Dominique».
L'ha fatto per sua figlia, Gillard. Per onorare il ricordo della giovane nata a Catania. E infatti, dopo 4 giorni di viaggio, lo sprint della donna si fa sentire in Sicilia: prima tappa.
La seconda è Castelnuovo, dove madame torna a salutare la famiglia dell'ex vicesindaco Nedo Fedi che ospita la pensionata parigina nel rinnovato hotel al centro del paese. «Aveva 6 anni Nedo quando ero qua, sua sorella Norma mi guardava la bambina che all'epoca aveva 2 anni».
Gli anni passano: dal 1956 ad oggi il tempo scorre ma i ricordi restano. «Ai miei familiari non ho detto niente e li ho chiamati quando ero in Valle d'Aosta», racconta mentre si gusta il soggiorno "geotermico" fino a sabato. Così di primo mattino madame Gillard compera dei fiori per far visita alla sua allora vicina di casa, Olga Borghesi. Un road movie è la vita di madame Gillard. Di quelli che farebbero gola ad un sequel targato Lynch. Con sé madame Gillard ha un pc, un navigatore per l'auto e l'immancabile macchina fotografica. «L'ho pure rotta – chiude – per fortuna Nedo mi ha salvato le foto sul computer». Pardon, ordinateur come dice madame Gillard.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
