Sicurezza
Uno su tre chiede aiuti cresce il popolo dell’Isee
Nell’Unione dei Comuni della Valdera le domande sono oltre diecimila Cercano agevolazioni sulle rette al nido, sulla mensa e il trasporto scolastico
PONTEDERA. In un anno, sono cresciuti di quasi il venti per cento. E adesso, la situazione, su tutto il territorio della provincia di Pisa, è che su dieci persone, tre hanno presentato una dichiarazione Isee (cioè la certificazione del reddito familiare) allo scopo di ottenere qualche vantaggio economico sulle tariffe locali. Un taglio, una decurtazione ,insomma.
I dati arrivano dall’Inps. E riguardano gli ultimi due anni. Dati dai quali, proprio in questi giorni, si sta discutendo anche a livello nazionale, perché il governo è pronto a rivoluzionare il welfare assistenzale. C’è una bozza allo studio che poggia su due pilastri: una revisione della modalità del calcolo dell’Isee e una soglia di reddito per l’accesso ad alcune prestazioni che sono indipendenti, oggi, dal reddito.
Il nuovo Isee. Questo tipo di calcolo del reddito familiare è in vigore dal 1998. L’Isee è richiesto quando si vuole accedere a una serie di prestazioni del welfare: dall’iscrizione dei figli agli asili nido, all’assistenza domiciliare, dalle richieste di aiuto per pagare gli affitti, alla richiesta dei libri di testo gratuiti; dagli assegni di maternità, alle riduzioni per far utilizzare la mensa o il trasporto scolastico agli alunni.
Oggi punta tutto sull’imponibile ai fini Irpef. Il progetto è quello di far pesare su questa certificazione, anche il patrimonio mobiliare e immobiliare.
I controlli. Sono previsti in ogni Comune. A Pontedera sono già partiti. Un gruppo di lavoro, che ha a disposizione il supporto di una serie di banche dati - fino a oggi non possibili da consultare in maniera intrecciata - stanno spulciando ogni possibile situazione, in modo da verificare incongruenze tra le richieste di aiuti economici e facilitazioni e la reale situazione reddituale dei richiedenti.
Un esercito di 10mila persone.
Questo il numero di persone che fa richiesta, in un anno, delle agevolazioni, nell’intero territorio dell’Unione. Presentano l’Isee prima di tutto per avere vantaggi sulla abitazione. Ma anche sui servizi alla persone. E, ovviamente, in primo piano, ci sono i bambini e la loro educazione: dalla retta dell’asilo a quelle per la refezione scolastica o per l’uso dello scuolabus.
Aumentano di anno in anno le persone in equilibrio precario con i redditi, coloro che fanno i salti mortali per arrivare alla fine del mese.
Si va dal bonus alle esenzioni. Secondo i dati dell'Unione della Valdera siamo a quota 10.387. È questo il totale delle certificazioni ammassate sui tavoli degli uffici competenti. Con una crescita di quasi 3mila Isee presentati in poco meno di due anni.
Diritto allo studio. In 1.209 ragazzi hanno potuto continuare i propri percorsi scolastici e oltre 750 hanno potuto comprare i libri grazie ai bonus a disposizione. E ancora 232 mamme in difficoltà hanno usufruito di assegni di maternità.
Un capitolo a parte riguarda i nidi d'infanzia. Con 1.066 famiglie coinvolte nel servizio e ben 683 che hanno fatto domanda di agevolazioni. Quasi un 60% di genitori chiede riduzioni «che vanno - specifica Davide Cerri, dell'Unione - da un minimo di 20 euro a un massimo di 400». Ma non se la passano meglio i padri e le madri degli alunni più grandicelli. In 841 hanno pressato per abbattere i costi del trasporto scolastico e in 2.064 per alleggerire le tariffe della mensa scolastica. In quest'ultimo caso, mangiano nei rispettivi istituti di appartenenza 8.213 alunni. Un quarto degli studenti prova ad ottenere o la totale esenzione o un calo del 20-30%.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
