Il Tirreno

Pontedera

 

Il parroco va di fretta e non termina il funerale

Il parroco va di fretta e non termina il funerale

Troppo tempo per le condoglianze. Alla fine della funzione il sacerdote ha detto che non avrebbe accompagnato la salma al cimitero. Parenti infuriati 

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PONTEDERA. «Da un parroco ci saremmo aspettati una maggiore umanità...». A sfogarsi è la madre di Filippo Sevieri, ucciso a 50 anni dalla leucemia. Domenica pomeriggio al funerale, celebrato nel Duomo anche se la famiglia del defunto abita al Romito, la fretta del celebrante ha messo in imbarazzo i familiari di Sevieri e chi ha partecipato alle esequie.

«Abbiamo organizzato il funerale al Duomo – racconta la madre di Sevieri – perchè sapevamo che ci sarebbero state tante persone. A celebrarlo è venuto il parroco del Romito. Ma aveva una gran fretta. Ci siamo trovati in difficoltà. C’è stato chi, quando la bara era sulla piazza del Duomo, ha invitato il religioso ad avere un altro comportamento. Mi dispiace che ci si sia creata questa situazione». Il funerale era fissato per le 15. «Ma il parroco voleva iniziare prima – raccontano alcuni amici di Sevieri – è entrato nella cappella della Misericordia dove c’era la madre del defunto. Ha fatto uscire la bara anche se gli amici che lo avrebbero voluto portare sulle loro spalle non erano ancora arrivati». Un modo di fare che colto tutti di sorpresa.

Poi la cerimonia che probabilmente, anche per le numerose persone che hanno ricevuto la Comunione, è durata pù del previsto. Il parroco aveva un solo chierichetto ad aiutarlo. Alla fine della funzione il sacerdote ha detto che non avrebbe accompagnato la salma al cimitero. «È tardi, devo andare via. Ho un impegno in parrocchia con il vescovo». Qualcuno si è risentito e ha alzato la voce. È arrivato il cappellano del Duomo che ha “portato a termine” il funerale.

Non sono mancate le riflessioni sull’accaduto. «Mi dispiace. Ma io dovevo tornare in parrocchia. C’erano molte persone per le condoglianze. Sono passati più di 20 minuti, non potevo restare. Lo avevo detto ai familiari che dovevo tornare al Romito. Per questo non sono andato al cimitero, era stabilito che lo accompagnasse il viceparroco del Duomo».

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