Il Tirreno

Pontedera

Laurenti racconta la vita di Fernández narcotrafficante

 Grazie al lavoro caparbio di un poliziotto infiltrato, Ilan Fernández viene arrestato nel 1985 a Barcellona, dove trascorrerà nove anni nel carcere dei Quatre Camins, raccogliendo idee

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CASCINA. Grazie al lavoro caparbio di un poliziotto infiltrato, Ilan Fernández viene arrestato nel 1985 a Barcellona, dove trascorrerà nove anni nel carcere dei Quatre Camins, raccogliendo idee per il marchio “DePutaMadre69” («Sto una favola», nel gergo dei detenuti spagnoli), linea di abbigliamento che lo riporterà sulla cresta dell'onda, in modo pulito e da uomo libero. Oggi, imprenditore di successo, Fernández consegna il ricordo degli anni più difficili della sua vita a Giulio Laurenti, autore di racconti, poesie, cortometraggi e fondatore di “Una vita vissuta sulla corsia di sorpasso, con la freccia sempre puntata a sinistra”. Poi il carcere, il riscatto e la nuova vita da imprenditore. È la storia di Ilan Fernández, ex narcotrafficante colombiano che si racconta nel libro “Suerte” (edizioni Einaudi), di Giulio Laurenti. Alla biblioteca comunale di Cascina, introdotto dall’assessore alla cultura Fernando Mellea, lo scrittore romano ha presentato al pubblico toscano il suo nuovo lavoro. Una conferma, dopo l’uscita di “Per sempre ragazzo”, che raccoglie diverse opinioni su Carlo Giuliani e le violenze scoppiate a Genova durante il G8 del 2001, della volontà di Laurenti di rompere il muro di silenzio che circonda certi argomenti ingombranti. Ma questo libro, per lo scrittore, è molto più di un semplice manoscritto: «Mi ha letteralmente cambiato la vita – spiega – producevo vino e olio nelle campagne viterbesi, e quando ho conosciuto Ilan ho deciso di mollare tutto per raccontare la sua storia. Mi sono immerso per 9 mesi nel suo mondo, senza pensare ad altro, e questa esperienza mi ha insegnato a immedesimarmi totalmente nel personaggio che incontro». E quella di Fernández non è quella che si definirebbe un’esistenza tranquilla. Nato in Israele, da genitori libici, ma cresciuto a Calì, nella Colombia falcidiata dalle guerre tra narcos, a 19 anni è entrato in contatto con la malavita sudamericana, entrando presto a capo di un’organizzazione che contrabbanda armi e droga in Europa e negli Stati Uniti. Una nuova dimensione fatta di eccessi e di amicizie pericolose, in cui ogni giorno è in gioco la vita stessa. Per questo il destino di Ilan è segnato continuamente dalla “suerte”. Che Laurenti racconta nel suo libro. La svolta arriva nel 1985, quando Fernández viene arrestato a Barcellona e trascorre 9 anni in carcere. Un’esperienza che lo segna profondamente e che gli fa aprire gli occhi sul suo passato, convincendolo a cambiare vita. Così lancia la linea di abbigliamento “DePutaMadre69”, con cui diventa un imprenditore di successo.

Lui, comunque, non dimentica ciò che è stato. E per squarciare il velo che copre il mondo del narcotraffico si affida alla penna di Laurenti.

Lorenzo Lazzerini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web