Il Tirreno

Pontedera

Aperto e subito chiuso il cantiere per le fogne

Aperto e subito chiuso il cantiere per le fogne

I lavori furono avviati prima delle elezioni, ma poi l’impresa è stata costretta ad abbandonare perché il Comune non pagava a causa del patto di stabilità

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LARI. Un cantiere atteso da anni, quello per la nuova rete fognaria nel centro storico di Lari, aperto prima delle elezioni amministrative di un anno fa, chiuso subito dopo la chiamata alle urne e mai riaperto. Per chi non ne sa molto di conti, patti di stabilità e cavilli burocratici quel cantiere finito nel nulla suona tanto come uno spot elettorale. Aperto durante la campagna per l’elezione del nuovo sindaco e poi finito nel nulla pur trattandosi di un’opera che avrebbe portato un servizio migliore nel borgo larigiano.

Se le ruspe e gli operai non sono tornati al lavoro è “colpa” del solito patto di stabilità – così ha spiegato tempo fa il sindaco Mirko Terreni – che mette in gravi difficoltà le amministrazioni comunali. Non possono pagare i lavori e le imprese edili, che già si accaparrano gli appalti con ribassi da paura, sono costrette a lasciare i lavori a metà. «I lavori alla rete fognaria – spiega il sindaco – erano iniziati nei sei mesi precedenti la campagna elettorale. I pagamenti si sono fermati per le note difficoltà degli enti a rispettare il patto di stabilità e di conseguenza l’azienda ha fermato il cantiere. Mi pare strano che ci siano cittadini che si lamentano dell’interruzione di questo intervento. Durante l’apertura del cantiere infatti c’erano state diverse proteste da parte dei cittadini per i disagi collegati ai lavori stessi».

Il progetto messo in campo dall’amministrazione per quanto riguarda il potenziamento della rete fognaria era ambizioso. Si parla di lavori finanziati in parte dal Comune e dalla Regione (per circa 900mila euro) e di altri realizzati da Acque spa per 780mila euro.

Ad oggi il cantiere resta congelato. E la questione è venuta alla luce insieme a quella dell’ampliamento del cimitero di Lari. Anche in questo caso l’azienda si è fermata perché il Comune non era in grado di rispettare le scadenze di pagamento. “A causa degli tagli del governo non è possibile intervenire”, era stato scritto su un cartello all’ingresso di un settore di tombe.

Ritardi che, pur essendo non legati ai sindaci, stanno mettendo in difficoltà tante aziende in tutta la provincia. A cominciare da quelle che lavorano nell’edilizia e che difficilmente vengono pagate con regolarità per i lavori che realizzano per conto degli enti pubblici.(s.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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