Toscana
Sono due fratelli gli autori della rapina in farmacia
Indagini-lampo portate avanti dai carabinieri. Inchiodati dalle telecamere Sequestrata l’arma cimelio usata per il colpo. I ringraziamenti del sindaco
CASCINA. Presi i due rapinatori che lo scorso 26 aprile, all’ora di chiusura, rapinarono la farmacia comunale “Sogefarm” in viale Comaschi a Cascina. Inchiodati dalle immagini delle telecamere interne alla farmacia ma anche da quelle che l’amministrazione comunale ha voluto nel centro storico di Cascina. Un’arma in più per favorire la sicurezza.
Una rapida irruzione, quella dei malviventi, davanti a dottoresse e clienti minacciati con una pistola storica. Un reperto quasi “archeologico”. Un’arma del 1800, resa inerme, in grado però di portare il terrore dentro la farmacia e di far temere, anche se si trattò di una rapina-lampo, per la vita chi si trovò a subire l’assalto.
Dalle telecamere e dalla telefonata di un cittadino che aveva visto rientrare a casa uno dei due indagati con uno scooter giallo come quello usato per la rapina, i carabinieri sono risaliti ai fratelli Andrea Giuseppe, 33 anni, e Luca Sarlo, 31 anni, residenti a Torino anche se domiciliati per molti mesi all’anno a Uliveto Terme dove abitano i parenti.
I carabinieri sono quindi arrivati a Uliveto a casa dei due dove è stato visto lo scooter Typhoon di colore giallo, senza specchietti laterali, che era stato visto fuggire dalla farmacia.
Il giorno successivo, grazie anche a nuove immagini acquisite dalla videosorveglianza, i due fratelli sono stati identificati con maggiore certezza.È stata perquisita la casa di Uliveto dove i due sono domiciliati e qui è stata trovata l’arma usata per la rapina, oltre al foulard usato da Luca Sarlo durante l’assalto in farmacia.
A questo punto, il pm Aldo Mantovani ha chiesto al gip l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei due che nel frattempo erano tornati a Torino dove uno è stato pure arrestato in seguito ad un furto. Dopo alcuni giorni di ricerche i fratelli sono stati arrestati dai militari a Torino e ora si trovano nel carcere “Lorusso e Cutugno”.
L’ operazione è stata illustrata nella stazione dei carabinieri di Cascina dal comandante della compagnia dei carabinieri di Pontedera, capitano Alessio Nigro, e dal comandante della stazione di Cascina, maresciallo Mauro Dal Canto. Presenti il sindaco Alessio Antonelli e il capo di gabinetto del Comune Simone Barsotti.
Antonelli ha ringraziato i carabinieri per il lavoro che svolgono in una realtà complessa come è quella di Cascina con più di 44mila abitanti.
«È la qualità del lavoro che viene fatto che fa la differenza – ha ribadito il sindaco –. La giustizia si fa con l’osmosi tra le istituzioni e non con i forconi, ma con il lavoro quotidiano. Tuttavia, siamo stati dal prefetto e abbiamo chiesto di potenziare l’organico delle nostre caserme», ha detto riferendosi alla collaborazione messa in campo dai carabinieri di più realtà e anche alla sinergia con i cittadini.
«Devo anche dire che dopo l’arresto di questi due giovani – ha aggiunto – nel nostro territorio non ci sono stati più scippi o altri reati di questo genere. Pensare di avere un tasso zero di criminalità è un’utopia ma se le persone che commettono reati vengono prese gli effetti sono subito visibili».
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