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Inchiesta sul segretario, Buselli rassicura l’opposizione

VOLTERRA. «Il sindaco ci ha detto che dal Comune non è stato portato via niente dai poliziotti di Grosseto che sono venuti a Palazzo dei Priori solo per avere un colloquio con Fimmanò, queste le...

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VOLTERRA. «Il sindaco ci ha detto che dal Comune non è stato portato via niente dai poliziotti di Grosseto che sono venuti a Palazzo dei Priori solo per avere un colloquio con Fimmanò, queste le assicurazioni che ha avuto dallo stesso segretario comunale». Le opposizioni di Volterra, la Sinistra per Volterra, Città Aperta e Progetto Originario raccontano quello che Marco Buselli ha detto loro, durante la conferenza dei capigruppo convocata con urgenza, rispetto all’inchiesta che ha investito il segretario comunale di Volterra e Castelnuovo. Domenico Fimmanò, indagato, avrebbe effettuato pressioni indebite sugli uffici comunali di Castiglione della Pescaia, di cui era segretario generale. In tre direzioni: per far rinnovare il contratto di affidamento del servizio autovelox alla Centro Servizi di Larciano; per impedire o comunque ritardare i controlli sugli stabilimenti balneari; per favorire il rilascio dei titoli per i pontili galleggianti della Marina di Punta Ala. Tentata concussione, nei primi due casi (con abuso della sua qualità), e corruzione per atti contrari ai doveri d'ufficio, per il terzo, le ipotesi formulate dal pm Stefano Pizza che ha ordinato alla polizia stradale e alla polizia postale di eseguire perquisizioni tra Punta Ala, Roma e Volterra. Soltanto per l'ipotesi di corruzione Fimmanò è indagato insieme all'amministratore delegato (e non al presidente) della Marina di Punta Ala e al direttore generale. Questi ultimi avrebbero assunto la figlia di Fimmanò tra il 2008 e il 2011 con contratti a termine: e il segretario del Comune, sempre secondo la procura, si sarebbe in cambio dato da fare perché andassero a buon fine le pratiche, tra cui anche quella dell'ampliamento del porto. Le ipotesi del tentativo di concussione per il servizio autovelox fanno invece riferimento al 2010. Tra gli indagati anche Simone Zari e Valentina Giunti del Centro servizi di Larciano. Secondo il pm Pizza, il rinnovo sarebbe stato illegittimo a causa della violazione del codice degli appalti. Altra contestazione della procura riguarda un'omissione che Fimmanò avrebbe compiuto in qualità di responsabile dell'ufficio ragioneria.

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