Il Tirreno

Pontedera

Sola e con 2 figli occupa una casa Tensione per liberare l’alloggio

di Giacomo Pelfer

Santa Croce, scene di rabbia e disperazione in via 20 Settembre dove arriva anche il sindaco Ciaponi: «Spetta a una famiglia che sta per essere sfrattata e che è prima in graduatoria»

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SANTA CROCE. Scene di rabbia e disperazione, ma anche di solidarietà, che rendono bene il quadro di un disagio abitativo che finisce per invadere il campo dell’illegalità. È successo negli ultimi giorni a Santa Croce, nelle case popolari di via 20 Settembre, dove una donna, 35 anni, di origine brasiliana, si è stabilita senza permesso all’interno di un appartamento, lasciato vuoto da un’anziana scomparsa il mese scorso. Con lei, separata dal marito, anche i due figli di 5 e 13 anni.

Di fatto un’occupazione abusiva, in un alloggio tra l’altro già assegnato a una famiglia con sfratto imminente, dove la donna si è trasferita lasciando vuoto un appartamento in via Roma, per le difficoltà, pare, nel pagamento dell’affitto. Così, dopo un primo avvertimento nel corso della settimana, polizia municipale, assistenti sociali e operai del Comune si sono presentati ieri mattina per “liberare” l’appartamento.

Inevitabili momenti di tensione e di rabbia, con una discussione che si è protratta per oltre un’ora. Immediata anche la solidarietà degli altri condomini, che armati di lenzuola hanno affisso striscioni di protesta all’ingresso del complesso. «Lasciateli stare in casa», si leggeva, mentre alcuni dei vicini intervenivano nella discussione a sostegno della donna.

«È una ragazza disperata – dice Debora –, invece viene trattata come una criminale: in altri casi simili non si è vista tutta questa fermezza. È arrivata qui da pochi giorni e abbiamo cercato di aiutarla. È una persona per bene che chiede solo un posto dove stare». «Il sindaco è un uomo comprensivo – aggiunge Iolanda –. Si metta una mano sulla coscienza e la lasci nell’appartamento». Pochi minuti e proprio il sindaco Osvaldo Ciaponi arriva per provare a sbrogliare la situazione.

Il confronto, acceso, si è concluso intorno alle 13, intimando alla donna di lasciare l’alloggio libero entro lunedì, tornando nell’abitazione di via Roma per rivolgersi poi ai servizi sociali. Altrimenti scatterà una denuncia penale per occupazione di un bene pubblico, con il rischio di perdere il permesso di soggiorno e l’affidamento di uno dei figli, in quanto cittadino italiano.

«Lunedì manderemo i vigili a controllare, senza ulteriori deroghe – spiega Ciaponi – perché quella casa spetta ad una famiglia che sta per essere sfrattata e che è prima in graduatoria. Dobbiamo far rispettare la legalità». La donna, spiegano dal Comune e dai servizi sociali, non avrebbe mai manifestato disagi abitativi, e sarebbe in ritardo solo di due mesi con il pagamento dell’affitto in via Roma. Da qui il sospetto che il gesto possa essere stato indotto e sostenuto da qualcuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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