Il dolore
Se ne va l’uomo delle patenti
Morto per un malore a 81 anni Sergio Castellani, storico titolare di un’autoscuola
PONTEDERA. Un pezzo della storia di Pontedera se n'è andato ieri mattina per un malore. Sergio Castellani, volto conosciutissimo in città per aver insegnato a guidare l'auto ad almeno tre generazioni, è morto all'età di 81 anni, mentre si trovava in casa insieme alla moglie Dea Belli. I funeral oggi alle 15 nella chiesa dei Cappuccini alla Bellaria, mentre la salma è esposta nell'abitazione di famiglia in via della Bianca 62. Una perdita improvvisa, che toglie a Pontedera uno dei personaggi più allegri e scanzonati di sempre. Castellani è stato per anni e anni il proprietario dell'omonima scuola guida, da cui sono passati centinaia di 18enni per prendere la patente. Celebri le sue battute durante le lezioni di teoria a indicare cartelli e a fare domande. La maggior parte con il trabocchetto che rivelava con un sorriso largo e rotondo. Impossibile non affezionarsi. Oltre alla moglie Dea, lascia tre figli: Enrico, che insieme al nipote di Sergio, Duilio Lombardi, aveva proseguito la tradizione dell'autoscuola Castellani, l'architetto Maurizio e Luca, imprenditore di successo. Sergio aveva anche cinque nipoti, Sara, Camilla Vittoria, Anastasia Maria, Paolo Sergio e Cristian, ai quali era affezionatissimo. Castellani aveva ereditato la passione per le auto dal padre che, negli anni Venti, svolgeva il servizio pubblico, il taxi dei nostri tempi. Le auto in circolazione erano poche, ovviamente, ma i Castellani avevano due Balilla e in molti cominciarono a chiedergli d'insegnare loro a guidare. Crescendo, Sergio ha cominciato a dare una mano al padre, finendo per non abbandonare più la passione per l'insegnamento. Nonostante fosse in pensione, passava ogni giorno dagli uffici dell'autoscuola del figlio e del nipote, che la gestiscono insieme a Carlo Cannaos. Sempre sorridente, allegro, raccoglieva l'attenzione di tutti, finendo per scatenare risate e diffondere buon umore. Sergio era anche un collezionista di oggetti più svariati che custodiva gelosamente. (a.q.)
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