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Pontedera

Le vasche sul corso tra sms e locali Valeria e i giovani

Le vasche sul corso tra sms e locali Valeria e i giovani

PONTEDERA. Due dei ragazzi che compaiono tra le pagine di questo libro non ci sono più. Renato è scomparso 10 anni fa, a diciott’anni, per colpa di un tragico incidente, Chiara se l’è portata via una...

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PONTEDERA. Due dei ragazzi che compaiono tra le pagine di questo libro non ci sono più. Renato è scomparso 10 anni fa, a diciott’anni, per colpa di un tragico incidente, Chiara se l’è portata via una malattia nel 2011, a vent’anni. “Una vita tra le nuvole” (Lampi di Stampa), romanzo d’esordio di Valeria Moretti, è dedicato a loro (l’autrice lo presenta oggi alle 21.30, presso l’Oratorio della chiesa del Romito). Valeria, sorella di Chiara, li fa muovere all’interno di un microcosmo fatto di adolescenti in cerca del vero amore, di “vasche” sul corso di Pontedera, di appuntamenti davanti al bar “Fornai”, di bevute al “Messicano”, di telefonate notturne in cerca di una “spalla” amica, di sms palpitanti, o arrabbiati, o dolcissimi, o tempestosi, di fitti dialoghi sapientemente costruiti utilizzando l’immediatezza espressiva del gergo giovanile, quelle formule lessicali spicce, taglienti, giocosamente abbreviate così tipiche della fantasia, della vitalità di chi ha l’età giusta per frequentare i banchi delle superiori. Chiara, dolce bimba dall’aria sveglia, furbetta (al momento buono, non resisterà alla tentazione di spifferare a tavola il nome del nuovo amore di Valeria), al tempo in cui si svolge il racconto ha dieci anni. È poco più di una silhouette che di tanto in tanto affiora tra le righe dei ricordi, tra i pensieri che l’autrice, con luminosa meticolosità, riannoda e ricostruisce attraverso elenchi di frasi, fatti e appuntamenti che sembrano appena prelevati dalle cure di un fidato diario. Renato, invece, è uno dei protagonisti. È quello che arriva con l’aria guappa e un po’ spaccona di chi sa di essere bello e interessante (e ovviamente, all’inizio, l’autrice non lo “regge”). È quello che poi si dimostra dolce, tenero, profondo. È il primo, vero amore di Valeria. «Nel mio piccolo - scrive lei su Facebook, nella pagina attraverso cui gli amici hanno deciso di ricordare Renato Marzini, scomparso il 16 marzo 2002 assieme a un altro ragazzo di Pontedera, Samuele Mannucci, 17 anni, mentre pescavano allo Scolmatore – anch’io ho fatto qualcosa per ricordare Renato nell’anno del suo decimo anniversario». E in un post successivo datato 16 marzo aggiunge: «E così sono trascorsi dieci tristi, lunghi anni. Oggi il mio pensiero vola fino al cielo». Nuvole adolescenziali, anche loro, e quindi capricciose, volitive, instabili, imprevedibili, proprio come i sentimenti dei tanti ragazzi di cui Valeria parla (“L’adolescenza è quell’età in cui i ragazzi non sanno se continuare a picchiare le ragazze o cominciare a baciarle”, è la citazione di Gene Wilder a cui la scrittrice affida l’inizio del romanzo). (a.l.)

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