Il Tirreno

Pontedera

il responsabile dei lavori pubblici all’opposizione

Fatte e pagate opere per quasi due milioni

Un milione e 700mila euro e spiccioli di investimenti complessivi. Pagati nel 2011. E relativi a opere avviate negli esercizi passati. Il responsabile del settore lavori pubblici Marco...

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VOLTERRA. Un milione e 700mila euro e spiccioli di investimenti complessivi. Pagati nel 2011. E relativi a opere avviate negli esercizi passati. Il responsabile del settore lavori pubblici Marco Occhipinti rinvia al mittente le considerazioni dell’opposizione che accusa al giunta di opere pubbliche annunciate e mai realizzate nell’arco dei 3 anni passati. «Dal Pip di Saline, ai lavori a Palazzo dei Priori e a Porta all’Arco, ai restauri del patrimonio comunale, alla viabilità e altro ancora: sono opere avviate negli esercizi passati e pagate», spiega.

«Tutto questo facendo anche fronte alle emergenze ambientali del territorio, vedi frana a Doccia, e senza penalizzare l’avvio delle opere finanziate con contributi regionali come il II lotto della Porta all’arco, il recupero alle mura etrusche della Torricella, la fontanella dell’acqua». Occhipinti non manca di sottolineare che «tutto ciò garantendo anche per quest’anno il rispetto dei vincoli imposti dal patto di stabilità». Dividere i dati tecnici dalla politica.

Occhipinti spiega come nascono gli investimenti per le opere pubbliche: «Vengono programmati e le relative risorse impegnate in un determinato esercizio, ma la loro realizzazione e i relativi pagamenti (che si collegano agli stati di avanzamento lavori) interessano più esercizi successivi. L’avvio dell’opera deve, quindi, essere di identificato con l’impegno della relativa spesa». Due calcoli: «Così facendo si scopre che la presunta percentuale del 3.4% di cui parla il consigliere Cocucci sale al 56%, non troppo distante dai trend del 2006 (49%), 2007 (81%), 2008 (94%) e 2009 (60%) quando la morsa del patto di stabilità non era così pressante». E conclude: «Chi ha la responsabilità di un ufficio pubblico non può ammettere che l’effetto del suo lavoro possa essere interpretato con atecnica libertà».

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