Finanza
«Terme, serve un piano di rilancio»
Le critiche del Pd di Casciana: tutte le nostre domande sono rimaste senza una risposta
CASCIANA TERME. «Nessuna delle domande che abbiamo rivolto in questi mesi ai soci dell'azienda termale ha ottenuto risposta», così Cinzia Romiti, segretaria dell’Unione Comunale Pd di Casciana, torna sulla questione delle terme in difficoltà. «Dell'assemblea pubblica alla presenza di entrambi i soci non abbiamo notizia – dice – l'ultima commissione consiliare risale al novembre 2011 e la prossima è fissata per il 21 maggio. La situazione, intanto, da difficile è diventata insostenibile». Il 2011 chiude con una perdita di 350mila euro e che c’è più un direttore. Il fatturato del primo quadrimestre del 2012 sembra in calo.
«Da tre anni abbiamo visto una gestione concentrata solo sul taglio dei costi (personale, manutenzione, promozione...) e nessuna azione di sviluppo gestita in modo efficace– prosegue Romiti – Solo con i tagli, però, non si sopravvive. Ci vuole il coraggio di fare, magari di sbagliare. La gestione del personale sembra schizofrenica: 4 assunzioni a tempo indeterminato a gennaio scorso e “cessione” di personale sanitario specializzato a una cooperativa. L'utile per la cooperativa salta fuori da costi maggiorati per l'azienda o dal lavoro sottopagato del personale specializzato? A seguire la richiesta di cassa integrazione, personale stagionale che non rientra, con conseguenti disservizi: in alcuni settori non si riescono a garantire le sostituzioni in caso di assenza. I tagli sul personale e sui costi di funzionamento non contribuiscono certo a garantire quella qualità del servizio. È essenziale attivare azioni di sviluppo ma non ci pare che l'operazione Groupon – della quale siamo ancora in attesa di conoscere i costi – abbia avuto effetti positivi sulla promozione».
C’è poi l’altro aspetto, quello che riguarda il settore della riabilitazione. « Abbiamo invece apprezzato che l'azienda, seppure con ritardo – conclude il segretario comunale del Partito democratico cascianese –, abbia cominciato a considerare il mercato privato anche nel settore della riabilitazione, attivando il progetto “per la colonna”. Ma cosa è stato fatto per dare visibilità al progetto? C'è stata una campagna informativa verso i medici di famiglia e verso i medici specialisti del territorio? Come si può raggiungere l'obiettivo dichiarato dei 200mila euro di fatturato annui se non facciamo sapere alla potenziale utenza che il progetto esiste?».
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