Il Tirreno

Pontedera

«Non sono violento Gli scappellotti erano educativi»

di Sabrina Chiellini
«Non sono violento Gli scappellotti erano educativi»

Il maestro arrestato con l’accusa di maltrattamenti si difende e giustifica il suo operato in classe

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STAFFOLI. Nel lungo interrogatorio, davanti al gip Elsa Iadaresta, ieri mattina, il maestro di scuola elementare Luigi Moretto, 60 anni, di Palaia, arrestato con l’accusa di maltrattamento sui fanciulli ha difeso il suo operato di insegnante con 36 anni di esperienza .

«Il maestro ha dato una giustificazione didattica ed educativa ridimensionando i fatti e le accuse che gli sono state contestate», spiega l’avvocato Ezio Menzione, difensore dell’insegnante insieme all’avvocato Luca Scarselli.

Moretto ha confermato di avere dato qualche scappellotto o di avere preso per le braccia un alunno con problemi comportamentali ed una certa aggressività verso i compagni. Ha quindi giustificato il suo operato spiegando di non avere avuto alcuna intenzione di essere violento con il bambino e con altri della stessa classe. Sulla differenza tra lo scappellotto dato per educazione e da quello usato con violenza, esiste un’ampia letteratura. Per cui con molta probabilità questa distinzione determinerà anche l’esito della vicenda giudiziaria in cui è rimasto coinvolto il maestro.

Le indagini sono partite dopo la denuncia della famiglia di un bambino con disturbi comportamentali, il quale in alcune occasioni sarebbe rimasto coinvolto in litigi con altri compagni. Poi i carabinieri di Santa Croce sull’Arno hanno piazzato le telecamere in classe, raccolto altri elementi per arrivare a chiedere l’arresto del maestro che ora si trova ai domiciliari. I legali di Moretto alla fine dell’interrogatorio di garanzia hanno chiesto la revoca della misura cautelare e su questo la giudice si è riservata di decidere entro pochi giorni.

Restano inoltre da chiarire alcuni episodi di cui il maestro è stato vittima. Un pestaggio lungo la strada e alcuni atti vandalici compiuti contro la sua macchina. Episodi che potrebbero essere in qualche modo collegati a fatti avvenuti all’interno della scuola elementare di Staffoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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