Attenzione
La crisi fa crescere i redditi più alti
Aumentano in città le persone che hanno dichiarato al Fisco di guadagnare oltre centomila euro ogni anno
PONTEDERA. Crescono i ricchi, calano - seppur di poco - quelli che hanno redditi bassi o bassissimi. Più o meno invariati i cosiddetti utenti del “ceto medio”.
Questa, per la statistica, la fotografia dei redditi dei contribuenti pontederesi, scaturita dall’analisi delle ultime denunce dei redditi consegnate al Fisco. Si tratta di quelle che si riferiscono all’anno di imposta 2010 ( e quindi compilate e consegnate lo scorso anno).
Più ricchi. Sono 181 i pontederesi che denunciano oltre centomila euro l’anno. In media hanno redditi pro-capite che s’aggirano intorno ai 150mila euro (144.900 circa).
Rispetto all’anno precedente, i “super ricchi” sono aumentati di dodici unità: erano 169. E sono cresciuti anche i contribuenti che, al Fisco, hanno denunciato un reddito che va da settantamila a centomila euro l’anno: da 280 sono passati a 288. A ognuno di loro, sempre la statistica, assegna poco più di settantasettemila euro di reddito annuo.
Il reddito pro capite. Anche in questo caso, ci troviamo davanti a un miglioramento della situazione: se dividiamo il monte imponibile (365,573.989 euro) per i 16,196 contribuenti, cioè le persone che hanno consegnato una denuncia dei redditi, scopriamo che l’imponibile medio, pro capite, è di 22.571 euro. L’anno precedente era inferiore di oltre quattrocento euro: 22.132 (i contribuenti, però, erano di più: 16440). E se andiamo indietro nel tempo, a cinque anni prima, il reddito pro-capire si assestava sui 20.369. Ben duemila euro in meno. Segno di una crescita economica importante, nel’arco dell’ultimo lustro.
Le fasce di reddito. Crescono i più ricchi, per fortuna calano i contribuenti che denunciano redditi bassi, addirittura da fame.
Per curiosità: in un anno sono sparite 244 denunce. Non sono state presentate affatto. Mentre 178 contribuenti pontederesi hanno segnalato, al Fisco, di avere un reddito imponibile che non raggiunge neppure i mille euro (per la pura aritmetica la media non varca neppure la soglia dei 450 euro).
Se allarghiamo l’orizzonte, vediamo che la fascia di reddito più numerosa è quella che denuncia da diecimila a ventimila euro.
Le percentuali. Questo scaglione (che raccoglie quasi settemila contribuenti) rappresenta quello più numeroso sul fronte delle persone, ma non nella raccolta dell’imponibile: il quaranta per cento del reddito, infatti, arriva da chi denuncia da ventimila a quarantamila euro.
I più ricchi, invece, sono il tredici per cento del totale. Come dire: ogni cento contribuenti di Pontedera, ce ne sono tredici che hanno denunciato all’Agenzia delle entrate, redditi superiori a settantamila euro.
I dati. Le analisi statistiche delle denunce dei redditi sono stati diffusi dal Ministero delle Finanze. E sono utili per calcolare le entrate che poi arriveranno alle casse degli enti pubblici con l’addizionale Irpef (tributo locale che il Comune di Pontedera, ad esempio, ha deciso per quest’anno di mantenere inalterato rispetto al passato: 0,5 per cento).
I raffronti. Abbiamo detto che i “paperoni” che abitano nella città della Vespa sono cresciuti rispetto all’anno prima e anche rispetto a cinque anni fa.
E che, in media, ognuno di loro, vanta un reddito di 144,926 euro.
Sempre stando ai dati del ministero, è curioso vedere come, ad esempio, il reddito prodotto sia maggiore di quello dei ricchi di altre città importanti d’Italia come ad esempio Aosta e Campobasso. Come cambia la geografia del reddito. Cinque anni fa, erano di più i contribuenti (16.666) ma inferiore il reddito prodotto (339.474.776 euro).
Erano di meno anche le persone che denunciavano i redditi più alti.
E, se analizziamo i redditi bassi, i contribuenti che, nell’anno di imposta 2006 avevano un reddito che non superava i cinquemila euro, erano 561.
Adesso - cioè nell’ultima denuncia presentata al Fisco – sono saliti a 592, con un incremento percentuale di oltre il sei per cento.
Forse questo è il dato più significativo e preoccupante: 31 contribuenti - quasi uno ogni cento - ha redditi sotto la soglia della povertà che, cinque anni fa non aveva.
Di positivo, c’è che, appena l’anno prima, in questa fascia, c’erano racchiusi oltre settecento utenti.
Probabilmente, però, la differenza è data da quel numero di contribuenti che mancano all’appello di queste analisi del ministero.
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