Lutto
I 75 giorni che cambiarono la fabbrica
Da oggi al 18 giugno l’allestimento con le voci e le immagini dello scioperone di cinquant’anni fa alla Piaggio
PONTEDERA. Ci siamo. Alle 17 di oggi sarà tagliato il nastro della mostra “Tempi di lavoro: gli uomini che fabbricarono la Vespa”. Luogo dell'appuntamento, il Centro Sete Sois Sete Luas in viale Rinaldo Piaggio, l'ex stabile di proprietà dell'azienda delle due ruote riconsegnato alla città per eventi come quello che ripercorre e fa rivivere due elementi fondamentali della lotta operaia pontederese. Da un lato il giornale “Il Piaggista”, dall'altro il cosiddetto “scioperone del 1962” che segnarono momenti storici della città.
Il Pd di Pontedera è l'organizzatore dell'iniziativa, con il contributo della polisportiva Aurora. Si tratta di un evento che durerà fino al 18 giugno e che cade nel cinquantesimo anno da quella mobilitazione di massa che bloccò la produzione in fabbrica per ben 75 giorni (lo scioperone a Pontedera cominciò proprio il 17 maggio del 1962, mentre nello stabilimento di Pisa l'inizio della protesta fu anticipata di cinque giorni). Sessanta, invece, gli anni dalla pubblicazione del Piaggista per un doppio anniversario sancito dalla mostra che avrà due percorsi, uno esterno e l'altro interno.
Nel primo, le immagini dedicate al giornale che fu gestito dalla Fiom negli anni Cinquanta e Sessanta per poi rinascere negli anni Settanta prima come “Valdera Oggi” e poi come “Piaggista nuovo”, questi ultimi diretti e finanziati dalla sezione fabbriche del Pci. Nel percorso interno, invece, tutta la documentazione sullo scioperone che iniziò per dare più salario agli operai e maggiori diritti in fabbrica, ma che si concluse con un risultato non proprio in linea con le richieste dei sindacati e dei lavoratori. Quel che contrassegnò quei 75 giorni di protesta, però, fu il grande senso di unione e la solidarietà tra cittadini e dipendenti Piaggi, fra partiti politici, sindacati e istituzioni che hanno segnato un'epoca.
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