Il Tirreno

Pontedera

Degrado e vandali, negli spazi pubblici regna l’inciviltà

di Giacomo Pelfer
Degrado e vandali, negli spazi pubblici regna l’inciviltà

Castelfranco, Progetto città solleva il problema dei controlli Meini punta il dito contro i risultati della videosorveglianza

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CASTELFRANCO. In un caso una panchina sarebbe sparita completamente: smurata da terra e portata via, chissà dove. In molti altri tavole spaccate o divelte, e poi lasciate lì, in terra, ai piedi di panchine dove nessuno si siederà più. E poi le immancabili scritte: canzoni, aforismi improbabili e frasi strampalate a emblema dell’inciviltà. Degrado e vandalismo. Un binomio che caratterizza tanti spazi pubblici pensati come punti d’aggregazione, che si ritrovano poi a fare i conti con danneggiamenti e sporcizia. È il caso di alcuni tra i principali giardini di Castelfranco, come lo spazio a verde di viale 2 Giugno, alle spalle del distretto Asl, amato e frequentato da castelfranchesi e non solo. Senza dimenticare altri spazi importanti, come le strutture e i giardini del cosiddetto Orto di San Matteo.

A sollevare il problema è l’ex assessore Walter Meini, oggi esponente del gruppo politico Progetto Città. «I parchi pubblici sono in mano a maleducati e violenti – dice –. I cittadini chiedono rispetto per il patrimonio urbano». Da tempo, infatti, molti spazi a verde sono il punto di ritrovo per gruppi di ragazzi, spesso minorenni, che certo non brillano per educazione e senso civico. Succede ai giardini di viale 2 Giugno, con le panchine nell’area della pista di pattinaggio ormai semidistrutte, senza dimenticare i danni ai giochi per i bambini. Succede all’Orto di San Matteo, con i muri imbrattati e il sottoscala ridotto spesso a pattumiera e latrina, fino ad arrivare ai casi più clamorosi, come la statua di Mazzini imbrattata circa un anno fa di olio esausto.

La situazione ha spinto l’amministrazione a ricorrere alla videosorveglianza. Due telecamere, già nel 2006, furono posizionate nei pressi della pista di pattinaggio, mentre altre 5, più moderne (di cui 4 per il capoluogo), sono state attivate a gennaio per una spesa di 40mila euro. «Alcune telecamere sono lì da anni – ricorda l’ex assessore –. Com’è possibile che fino ad oggi nessuno sia stato chiamato a rispondere dei reati commessi? Tutti i giorni gruppi sempre più numerosi di maleducati e violenti, senza distinzione di sesso, che offendono e minacciano i cittadini che chiedono loro il rispetto dei luoghi, distruggono e danneggiano il patrimonio urbano della collettività, nella totale e colpevole indifferenza dell’amministrazione comunale e delle forze dell'ordine».

Meini parla di «totale assenza di vigilanza della polizia municipale, che dovrebbe uscire dal palazzo per controllare il territorio, dare sicurezza, incontrare le persone e capirne disagi e bisogni». «Quando ero assessore – prosegue – avevamo stipulato una convenzione per utilizzare gli ausiliari della municipale: non facevano gli sceriffi, ma giravano il paese per valutare eventuali situazioni di degrado o disturbo e avvertire i vigili. Invece in certe zone non si vedono più. Lo avevamo fatto proprio per controllare certi gruppi di ragazzi: quindi non siamo di fronte a un fenomeno nuovo per Castelfranco. Si tratta di delinquenti, che vanno puniti e denunciati, ma allo stesso tempo le autorità devono fare il proprio lavoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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