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Un Comitato per evitare 3 cave nella valle del Chiecina

Un Comitato per evitare 3 cave nella valle del Chiecina

PALAIA. Sono allarmati. Hanno paura che la vallata che dominano, con i loro agriturismi, possa subire una ferita profonda, che produrrebbe ripercussioni negative sia sul loro lavoro,sia sull’ambiente...

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PALAIA. Sono allarmati. Hanno paura che la vallata che dominano, con i loro agriturismi, possa subire una ferita profonda, che produrrebbe ripercussioni negative sia sul loro lavoro,sia sull’ambiente, incontaminato. A metterli sul piede di guerra, la decisione della Provincia di Pisa e del loro Comune, di realizzare in quella vallata tre cave. Serviranno ad estrarre sabbia. E le dimensioni – un milione di metri cubi : spaventa al punto che, per contrastare la decisione, gli operatori turistici della zona - e non solo - hanno deciso di formare un comitato.

Stiamo parlando della valletta della Chiecina, un affluente sinistro dell’Arno, che scorre tra Palaia e San Miniato. Una zona chiamata anche Barbinaia.

«Venite a visitare questo posto incantevole e appartato della Toscana classica – dicono – colline, cipressi, olivi, lecci, un rivo, animali grandi e piccini nascosti nella macchia che scendono di notte ad abbeverarsi, poche case sparse. Ma affrettatevi a venire perché rischia di finir distrutta dalle sconsiderate decisioni prese dagli amministratori della provincia di Pisa e del comune di Palaia».

Il Comitato ha già un nome «No alle cave, sì all’agricoltura, al turismo, alla bellezza e alla pace». Raccoglie operatori turistici e anche cittadini che hanno la fortuna di abitare in quella vallata. Si sono riuniti, hanno deciso, innanzitutto, di far sentire la loro voce. «Gli amministratori – scrivono – hanno proceduto alla chetichella, quasi di nascosto, perché gli abitanti oggetto delle loro decisioni non sono stati interpellati. Uno di noi ha saputo delle cave per caso. Noi invece vorremmo avere la possibilità di discuterne in pubblico, apertamente, senza sotterfugi. Tutti noi abbiamo i nostri piccoli e grandi problemi di lavoro. La gente viene dall’altro capo del mondo, Giappone, Russia, Stati Uniti d’America, per non parlare dell’Europa occidentale e dell’Italia, e alloggia negli agriturismo che si affacciano sulla valle. Vogliamo che essi siano gravemente danneggiati da un paesaggio scavicchiato qua e là?».

C’è chi si era scelto vent’anni fa questo angolino fuori mano per scrivere in santa pace i suoi libri e la sua musica. Un buen ritiro, insomma. «Meglio i camion, le ruspe, la polvere ed il rumore? I tartufai ne saranno avvantaggiati? Gli operatori turistici o dovranno cessare le loro attività, o vederle ridotte notevolmente. Qui si sta parlando, oltre alla perdita per sempre di un angolo di paradiso proprietà di tutti ed a grande vocazione turistica, anche di cancellare posti di lavoro. I terreni e le case perderanno valore stroncando il reddito degli abitanti. Chiediamo a tutte le persone di aiutarci ad impedire un grave errore. Cominciamo a parlarne».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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