Toscana
Eternit allo stadio, il Comune vigila sul rischio amianto
SANTA CROCE. Dalle tettoie ai capannoni, dalle abitazioni alle aziende, fino a numerosi edifici di uso pubblico. Sono tante le strutture ancora coperte con le inconfondibili e pericolose lastre in...
SANTA CROCE. Dalle tettoie ai capannoni, dalle abitazioni alle aziende, fino a numerosi edifici di uso pubblico. Sono tante le strutture ancora coperte con le inconfondibili e pericolose lastre in eternit. Tra queste anche gli spogliatoi del campo sportivo “Silvano Buti” di Santa Croce: metri quadri di amianto, ben visibile, subito al di sopra di bagni e docce. Una copertura che suscita preoccupazioni e che richiede una buona dose di attenzione. Se n’è parlato anche nell’ultimo consiglio comunale, grazie a un’interrogazione del gruppo Pdl a firma del consigliere Francesco Abellonio. «Il tetto in eternit dello spogliatoio – dice – risulta in cattivo stato di conservazione, ed è risaputo che questo rappresenta un rischio per la salute dei cittadini: sia per i ragazzi e i bambini che vi giocano sia per chi abita nelle vicinanze. Senza dimenticare che l’area è collocata a pochi metri dalla scuola media “Banti”, che spesso usufruisce dello stadio comunale per i propri ragazzi. A tutt’oggi non esiste una normativa ad hoc che imponga la rimozione dell’eternit, ma ogni amministrazione dovrebbe preoccuparsi di risanare edifici pubblici come scuole, asili, luoghi di cura, ambienti di lavoro e centri d’aggregazione». Da qui l’interrogazione alla giunta, «per capire cosa intende fare, se esistono tempistiche per bonificare l’area», nonché la richiesta di procedere a una quantificazione di tutto l’eternit presente sul territorio. L’assessore Piero Conservi, con delega a sport e protezione civile, rassicura, invece, sull’assenza di rischi per la salute, annunciando comunque la possibilità di interventi a breve termine. «La normativa regionale – spiega – impone la rimozione dell’intera copertura solo in presenza di danneggiamenti estesi. Nel caso, invece, di coperture integre ma suscettibili di danneggiamento (per vibrazioni, correnti d’aria e facile accessibilità), è necessario adottare provvedimenti per evitare l’ulteriore deterioramento, prevedendo un intervento di bonifica a medio termine». «La verifica che i nostri tecnici hanno effettuato sui tetti degli spogliatoi, come già emerso da precedenti controlli, hanno confermato che la struttura non presenta alcun danneggiamento – dice Conservi –. Il suo livello di conservazione può essere considerato ancora sufficiente. Per maggiore sicurezza, tuttavia, abbiamo già richiesto ai tecnici dell’Asl di effettuare un’analoga e autonoma verifica. Qualora la nostra risultasse confermata, si tratterà di decidere se procedere all’incapsulamento della copertura, oppure di programmare nei prossimi 5 anni la sua rimozione». Interventi comunque complessi.(g.p.)
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