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Pontedera

Cgil, lo sciopero in auto e in Fi-Pi-Li

Cgil, lo sciopero in auto e in Fi-Pi-Li

Venerdì la protesta: un tratto del corteo sarà fatto lungo la superstrada. Comizio a Santa Croce alle 17

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ARNO. La mobilitazione della Cgil pisana arriva anche nel comprensorio. Quattro ore di sciopero, nel pomeriggio di venerdì, alla fine di ogni turno, per protestare contro i disegni di legge del Governo in materia di lavoro e pensioni.

«L’obiettivo è anche allontanare il rischio della rassegnazione – dice Domenico Contino, responsabile Cgil per la zona del Cuoio – e dimostrare che un’altra politica economica è possibile. Una politica votata finalmente allo sviluppo e al lavoro, per riattivare gli investimenti, anche da parte dello Stato centrale e degli enti locali, rilanciando così il mercato interno e restituendo dignità al lavoro».

Sciopero accompagnato da una manifestazione, in programma dal primo pomeriggio con ritrovo a Santa Croce. Appuntamento alle 14,45 in piazza Matteotti, da cui prenderà il via il corteo motorizzato che toccherà le strade principali dei quattro Comuni del Valdarno, perfino con un tratto in Fi-Pi-Li, creando inevitabilmente alcuni minuti di rallentamenti e disagi alla circolazione. Partendo da Santa Croce, auto, moto e furgoni del corteo entreranno in superstrada dallo svincolo di San Donato fino all’uscita di San Miniato, per una prima sosta in piazzetta della pace a San Miniato Basso. Da qui la manifestazione imboccherà la statale Tosco Romagnola, facendo tappa in piazza Spalletti a Ponte a Egola e nel centro di San Romano, proseguendo poi fino a Ponticelli attraverso la zona industriale di Capanne. Sosta quindi a Castelfranco, presso l’incrocio della Casa del Popolo, di fronte alla sede della Cgil, e quindi di nuovo a Santa Croce per i comizi finali previsti intorno alle 17.

Nessun rischio, secondo gli organizzatori, di rivedere le scene della settimana scorsa a Pontedera, con la spaccatura tra Cgil e alcuni esponenti Fiom sfociata in due corti distinti.

«A Pontedera – dice Contino - è successo un fatto sgradevole e inopportuno, che indebolisce la mobilitazione, perché con il solo radicalismo non si va da nessuna parte. Nella nostra zona, comunque, non si avverte alcun segnale in questo senso».

Un’occasione, quindi, anche per guardare allo stato di salute del Valdarno e delle sue aziende, «che vivono una situazione meno drammatica di altre – afferma Contino – grazie soprattutto alle esportazioni, con un’eccellenza, tuttavia, che deve essere tutelata da chi cerca scorciatoie al di fuori della legalità». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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