Lutto
«Stiamo alle regole ma siamo nel mirino»
La proprietà di Parco Verde: prendono i contributi poi ritroviamo i cani in adozione su vari siti web
LARI. I proprietari del canile Parco Verde non hanno difficoltà a mostrare la struttura anche ai cronisti oltre che ai carabinieri e alla polizia municipale.
«Alcuni Comuni non hanno provveduto alle vaccinazioni dei cani – spiegano Annamaria Silvano e il marito – ma non siamo noi come canile privato a dover vaccinare gli animali randagi che ci vengono consegnati. Noi abbiamo consegnato i documenti dei cani ai Comuni, sono loro che ne dispongono e ne sono responsabili. Le richieste di adozione devono essere inoltrate ai Comuni». Parco Verde è aperto per le adozioni il lunedì, il giovedì e il sabato dalle 10 alle 12.
Molte amministrazioni hanno stanziato risorse per favorire le adozioni dei cani che finiscono nei canili convenzionati. E ora vogliono sapere a chi i cani vengono consegnati.
«Abbiamo detto più volte che, secondo noi, dare soldi a chi adotta non va bene. I Comuni dovrebbero dare il cibo gratuito ma non contributi in denaro. Abbiamo visto cani che erano stati portati via dal nostro canile e poi messi in adozione sui siti internet magari dalle stesse persone che avevano avuto il contributo economico». I proprietari della struttura sulle colline di Lari non nascondono la loro amarezza. «Abbiamo preso un mutuo per costruire tutto questo. Ci stiamo accreditando, siamo stati controllati più volte dall’Asl ma continuano ad attaccarci». (s.c.)
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