Il Tirreno

Pontedera

Un cartello di divieto fa arrabbiare i genitori

Un cartello di divieto fa arrabbiare i genitori

Da alcuni mesi è “proibito” ai familiari degli alunni entrare a scuola «Abbiamo chiesto spiegazioni alla dirigente, ma non abbiamo avuto risposte»

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STAFFOLI. Stamani i bambini della terza elementare di Staffoli non troveranno il loro insegnante, Luigi Moretto, arrestato dai carabinieri e ora ai domiciliari con l’accusa di maltrattamento sui piccoli scolari.

Accuse pesanti che fanno pensare a un intervento della direzione dell’istituto comprensivo in attesa che la vicenda giudiziaria possa chiarirsi e che lo stesso Moretto abbia la possibilità di difendersi dalle accuse.

L’arresto dell’insegnante ha però dato la forza ad alcuni genitori di uscire allo scoperto. Se fino a due giorni fa, quando i carabinieri hanno notificato all’insegnante la misura cautelare, i metodi educativi del maestro Moretto erano stati criticati senza alcun effetto, ora tra i genitori c’è la voglia di fare chiarezza su tanti aspetti.

Negli ultimi anni dalla scuola a tempo pieno di Staffoli sarebbero state trasferite un paio di insegnanti che avevano incontrato difficoltà a lavorare fianco a fianco con il maestro. Anche una bidella sarebbe stata trasferita sempre per difficoltà nel portare avanti la collaborazione con il docente che ora si trova al centro della vicenda giudiziaria. Degli episodi poco chiari, sempre riferiti ai metodi del maestro, la dirigente scolastica Tonella Cenci, stando al racconto di alcuni genitori, era stata più volte informata. Ma, secondo quanto emerge da alcune famiglie, non c’era mai stata la volontà di cambiare la situazione. Certo è che sulla gestione della piccola scuola di paese emergono ora molti dubbi.

Cinque mesi fa all’ingresso della scuola è stato affisso un cartello di divieto di ingresso ai genitori nelle aule. Alcuni genitori hanno cercato inutilmente di farlo rimuovere, pura sapendo che anche in altre scuole esiste lo stesso regolamento. «Volevamo renderci conto di quello che accadeva» dicono oggi. «Le voci che aleggiano intorno al maestro è ormai tanti anni che si sentono, ma vuoi per paura, vuoi per la poca conoscenza i genitori si sono sempre tirati indietro – afferma Lorenzo Pieracci del consiglio di istituto –. E anche quando si sono attivati la scuola non ha mai sostenuto queste iniziative, le accuse sono sempre state smontate».

L'anno scorso è stata addirittura chiesta un’ ispezione. Richiesta caduta nel vuoto, pensando che non ci fossero fatti gravi da accertare.

Più volte le famiglie dei bambini avrebbero fatto presente alla dirigente scolastica «che durante la lezione il maestro a volte lasciava i bambini incustoditi e liberi» aggiunge Pieracci. Così come in più occasioni alla direzione scolastica sarebbe stato fatto presente che il maestro aveva usato modi bruschi nei confronti degli scolari che a casa avevano subito raccontato i vari episodi. Ora le famiglie, anche se non mancano i timori di possibili ripercussioni sugli alunni, chiedono che sia fatta piena luce su quanto avveniva nelle aule delle elementari di provincia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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