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Rifiuti, un utente su dieci non paga subito la bolletta

Rifiuti, un utente su dieci non paga subito la bolletta

La percentuale di insoluti è raddoppiata negli ultimi 5 anni: più del 13% Anche i Comuni sono in ritardo sul versamento delle spettanze a Geofor

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PONTEDERA. In bilancio, la quota di denaro che rimane da incassare, è spaventosa: quasi 22 milioni di euro. Si tratta delle bollette dei rifiuti che la Geofor Spa, non ha incassato alla scadenza naturale. Un’abitudine, questa, che è andata aumentando con il passare degli anni, fino a essere raddoppiata nel corso degli ultimi cinque anni.

Parlano le cifre. Rispetto a quanto fatturato agli utenti da Geofor, alla fine dell’ultimo esercizio, la situazione delle insolvenze era questa: 5,86% rispetto alle fatture del 2006; 6,67% rispetto al 2007; stessa percentuale per quanto riguarda le fatture emesse nel 2008. Poi ci sono due impennate: si va al 9,93 per cento di insolvenze, sulle fatture del 2009 e il 13,26% rispetto a quanto fatturato nel 2010. Insomma, mettendo a confronto gli ultimi cinque anni disponibili, la percentuale di utenti che non paga le bollette è raddoppiata. E riguarda oltre uno ogni dieci, abbondantemente.

I rimedi. Spiegano alla Geofor Spa: « la fatturazione agli utenti prevede un ricarico del cinque per cento, che viene attribuito al rischio di insolvenza patologica. Inoltre, per questi anni, l’attività di recupero crediti è ancora in corso».

Questo significa, se ci riferiamo alle percentuali degli ultimi cinque anni, per i crediti che si attestano intorno al cinque per cento (fisiologico), la Geofor non ha avuto ulteriori perdite rispetto a quello che è già stato accantonato nel fondo di svalutazione dei crediti»

I dati dell’ultima fatturazione. È presto, spiegano dall’azienda che cura la gestione dei rifiuti, per unavalutazione legata all’ultima fattura spedita. E che risale all’aprile scorso. «Ma si può notare – spiegano dall’azienda di Gello – già una tendenza al ritardo sui pagamenti».

Un altro aspetto che incide sulle bollette non pagate, riguarda il contenzioso – oramai aperto da tempo – sulla questione dell’Iva da applicare o meno. «Su questo fornte – spiega, ancora, Geofor – c’è stato un notevole aumento di ricorsi presentati».

Morosi anche i Comuni. Riguarda soprattutto quelli dove anziché la Tia (la tariffa), si applica la Tarsu. Le amministrazioni comunali, per effetto delle minori disponibilità economiche e dei meccanismi relativi al patto di stabilità, stanno pagando il servizio che viene offerto ed effettuato da Geofor, con molti mesi di ritardo.

La polemica sull’evasione. Sul recupero delle cifre non pagate o inevase (circa un milione di euro) s’è innescata anche una polemica, di natura politica, sul suo utilizzo. Per ridurre la tariffa - dicono i consiglieri di minoranza dei Comuni soci di Geofor. «No, per pagare i lavori per il nuovo impianto di compostaggio che partirà a breve al fianco di quello esistente», è la risposta che è arrivata dall’azienda.

Emilio Chiorazzo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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