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Ciaponi: «Nessuna deroga alla legalità fiscale»

Ciaponi: «Nessuna deroga alla legalità fiscale»

SANTA CROCE. Non ha avuto dubbi nello sciogliere il contratto di servizio con Equitalia, ma oggi è pronto a prenderne le difese nel nome della legalità fiscale, «senza se e senza ma». Il sindaco di...

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SANTA CROCE. Non ha avuto dubbi nello sciogliere il contratto di servizio con Equitalia, ma oggi è pronto a prenderne le difese nel nome della legalità fiscale, «senza se e senza ma». Il sindaco di Santa Croce Osvaldo Ciaponi riavvolge il filo della memoria, dopo l’attacco con delle molotov alla sede di Equitalia di Livorno. «Nel 2010, in tempi assolutamente non sospetti, nonostante le critiche durissime dell’opposizione di centrodestra, l’amministrazione decise di non avvalersi più di Equitalia per la riscossione delle proprie entrate».

«Tra i motivi che ci indussero a prendere quella decisione – prosegue –, come è scritto negli atti ufficiali del Comune, c’era la constatazione “di una sempre più estesa convinzione di impunibilità ormai diffusa, a Santa Croce come in tantissime altre parti d’Italia, in coloro che non adempiono ai propri obblighi finanziari verso le amministrazioni pubbliche, dovuta al ritardo con cui gli attuali concessionari del servizio di riscossione stanno procedendo all’escussione coattiva di quanto non pagato dai contribuenti”. Quello stato di cose ha fatto sì che per tanti anni accanto all’Italia degli onesti si consolidasse un’Italia dei furbi, degli evasori, dei morosi impuniti. Con il risultato che ai primi è stato chiesto e si sta ancora chiedendo di pagare, sempre di più, per compensare anche coloro che non pagavano e non pagano».

Il clima per Ciaponi è da autentico odio sociale «intorno a chi ha il solo compito di riscuotere, per conto della collettività, tasse e tributi decisi da altri». «Se è vero che in questo momento di crisi il fare quello che non si è fatto per anni (chiedere che si paghi ora ciò che non si è pagato finora) può avere effetti devastanti – conclude –, si studino misure appropriate (per esempio rateizzazioni anche lunghissime), ma senza nessuna deroga al principio del “pagare tutti, per pagare meno” e senza fare confusione tra cause, responsabilità e sacrificati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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