Il Tirreno

Pontedera

Ora il tartufo si studia Ecco il primo Master

di Giacomo Pelfer
Ora il tartufo si studia Ecco il primo Master

Un corso per appassionati e per professionisti fatto da esperti e grandi chef Sarà gratuito: San Miniato è sempre più tempio della gastronomia

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SAN MINIATO. Due iniziative di livello, due sorprese per San Miniato. Arriva all’ombra della Rocca il Master del Tartufo, un corso per appassionati e professionisti chiamato a divulgare la cultura di un prodotto d’eccellenza, accompagnato il 16 giugno da una festa ad effetto, legata al tartufo nero di stagione, che promette spettacolo fino a tarda notte per le vie di San Miniato. Sono legati tra loro, i due progetti. Nati dalla volontà dell’amministrazione e dal tessuto associativo sanminiatese, con il supporto fondamentale della Regione. È quanto annunciato ieri mattina nella sala consiliare del municipio, alla presenza, tra gli altri, anche dell’assessore regionale all’agricoltura Gianni Salvadori, arrivato a sostegno di un gioiello gastronomico tra i splendenti di una regione che lo stesso assessore definisce la “Food Valley” del mondo. «Una bella soddisfazione – ha detto l’assessore al turismo Giacomo Gozzini - perché nonostante una fase non facile San Miniato rilancia e cresce con due nuove iniziative. Questo grazie ad un contributo della Regione, che dimostra grande attenzione al mondo del tartufo e a San Miniato in particolare, senza dimenticare le tante realtà che credono in questo territorio, con imprenditori intraprendenti e capaci».

Il Master. Il corso dedicato al tartufo, interamente gratuito, è in programma dal 4 al 21 giugno, ed è rivolto a semplici appassionati come a professionisti della ristorazione, con due programmi distinti che si articoleranno in una serie di incontri presso il conservatorio Santa Chiara. «L’obiettivo – spiega il presidente dell’associazione tartufai Salvatore Cucchiara – è quello di diffondere la cultura del prodotto e fare di San Miniato la capitale del tartufo». Le lezioni, divise in tre moduli tematici, forniranno nozioni sulle caratteristiche organolettiche del prodotto, sul suo habitat e la necessità di preservarlo, fino ad arrivare ai trucchi per valorizzarne le qualità in cucina. Sono previste, infatti, una serie di prove pratiche nei ristoranti di San Miniato insieme agli chef Franca Cristiani, Daniele Fagiolini, Paolo Fiaschi e l’enogastronomo Leonardo Romanelli, per arrivare all’incontro conclusivo, dal titolo “Tartufo 2.0”, all’hotel Villa Sonnino, dove il direttore Cesare Andrisano spiegherà come diffondere la cultura del tartufo attraverso la rete.

Le finalità. «San Miniato sta diventando uno dei templi dell’enogastronomia – ha detto il consigliere regionale Pier Paolo Tognocchi -; un ruolo, però, ancora non riconosciuto a pieno a livello nazionale: questa doppia iniziativa è pensata anche per rendere giustizia a questo territorio». «C’è la necessità di far apprezzare il prodotto rendendolo fruibile da un élite più allargata – ha aggiunto l’assessore regionale Salvadori -. La Toscana, con i suoi gioielli gastronomici, deve avere la forza di proiettarsi nel mondo; per questo abbiamo aderito subito al progetto, avanzato in modo convinto dall’amministrazione comunale».

Il futuro. «Non si tratterà, però – ha precisato l’assessore Gozzini – di un’iniziativa estemporanea: vogliamo dargli continuità». Già fra ottobre e novembre, infatti, è in programma un secondo ciclo di incontri, dedicato in quel caso al pregiato tartufo bianco e riservato ai professionisti, per poi proseguire con un ulteriore master anche nei giorni del tartufo marzuolo. Un’opportunità per tutte le stagioni, quindi, interamente gratuita. Per iscrizioni e informazioni è possibile rivolgersi all’Associazione tartufai in piazza del Popolo, consultare il sito www.tartufaisanminiato.it, oppure contattando i numeri 0571 42014 e 347 6232313.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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