Sicurezza
Val di Cava, panchine sparite per abbellire un altro rione
PONTEDERA. La protesta arriva per lettera. E porta la firma di un gruppo di cittadini che abitano nella zona di confine tra Pontedera e Ponsacco. Le lamentele riguardano una strada. «È la strada che...
PONTEDERA. La protesta arriva per lettera. E porta la firma di un gruppo di cittadini che abitano nella zona di confine tra Pontedera e Ponsacco. Le lamentele riguardano una strada.
«È la strada che fa parte del rione di Val di Cava – dicono i diretti interessati – e si trova al confine fra i comuni di Pontedera e Ponsacco. È un vero e proprio esempio di degrado urbano. Ma non è l’unico caso. E’ inconcepibile obbligare i costruttori a creare parchi verdi (con conseguente ricarico sugli acquirenti) per poi abbandonarli così. C’è anche l’impianto di irrigazione completo; ma dopo otto anni non è mai stato messo in funzione»
Secondo gli abitanti di Val di Cava è una questione... geografica.
«L’importante per i Comuni – dicono – è il centro o quei rioni dove abitano persone che contano, il resto è da non considerare. La zona di Val di Cava non ha alcun servizio e i cittadini devono sfruttare le strutture di Pontedera, molto più vicina e comoda, ma pagano le tasse a Ponsacco che si dimentica della nostra esistenza. L’unico momento in cui il Comune si ricorda della nostra presenza è quando viene a chiedere i voti oppure se ha bisogno delle nostre strutture».
Anche in questo caso, l’accusa è diretta e precisa. Riguarda un episodio specifico. «Sono state prese alcune panchine della nostra lottizzazione per abbellire un altro rione a spese zero – raccontano – Chiedo al sig. sindaco: ma Lei porterebbe i suoi figli o nipoti a giocare in questo giardini? Perché dobbiamo farlo noi? Tutti gli anni ho dovuto elemosinare un taglio per poter usufruire dell’area verde; ma non siamo cittadini anche noi?
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