Il Tirreno

Pontedera

Niente mobilità, c’è la “cassa”

di Manolo Morandini
Niente mobilità, c’è la “cassa”

Siglato l’accordo tra il Gruppo Cdc e i sindacati a fronte della trattativa aperta per 127 esuberi

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PONTEDERA. Cancellata la mobilità. Vale un sospiro di sollievo l’accordo con cui Cdc Spa ritira la procedura aperta lo scorso 4 aprile per 127 esuberi di cui 108 nelle sedi di Fornacette e Gello. La soluzione per attenuare l’impatto della crisi che ha investito il Gruppo informatico passa dalla cassa integrazione straordinaria (Cigs) per un anno, da attivare seguendo un doppio binario. Tanti quanti i settori coinvolti dalla ristrutturazione: logistica e commercio.

Logistica. Per gli addetti alla logistica, per i quali vale il contratto dei metalmeccanici, si tratta del percorso previsto in caso di cessazione attività. Le Parti hanno concordato di richiedere la Cigs, per cessazione del reparto che ad oggi dà lavoro a 49 dipendenti, alla Regione Toscana per il tramite della Provincia di Pisa. L’attività verrà esternalizzata e c’è l’impegno a far assumere parte degli addetti Cdc all’azienda che subentrerà nel servizio. Sul tavolo del Gruppo ci sono all’esame una serie di offerte che prevedono il mantenimento del servizio nell’attuale sede di Gello. Il nome più accreditato è quello di Multi Log Srl, azienda che ha sede a Pisa ed è specializzata in magazzinaggio e logistica.

Commercio. Per gli impiegati che hanno il contratto del commercio il ricorso alla Cgis è giustificato dalla situazione di crisi aziendale. In tutto sono 78 gli esuberi dichiarati da Cdc. Le parti hanno concordato anticipatamente alcuni criteri di utilizzo della Cassa straordinaria, quali una rotazione limitata alle figure professionali per le quali è possibile, un numero medio di 100 addetti collocati in Cigs, con punte che possono interessare la totalità dei dipendenti. Scenario, questo, per garantire comunque un paracadute a tutti i dipendenti del Gruppo.

I termini. Nell’accordo l’azienda dichiara che verrà richiesto il pagamento diretto da parte dell’Inps dell’integrazione salariale, stante la situazione aziendale sia per la Cigs per cessazione che per la Cigs per crisi aziendale. Ma è un nodo che resta da sciogliere. I sindacati chiedono, infatti, di poter individuare tutti i percorsi idonei ad alleviare i disagi economici per i dipendenti interessati, nelle more del pagamento diretto da parte Inps. In pratica, uno sforzo finanziario da parte dell’azienda.

Conto alla rovescia. Si guarda anche allo scenario in evoluzione, così come potrebbe definirsi se nel frattempo andrà in porto la riforma del mercato del lavoro delineata dal governo Monti. Azienda e sindacati, infatti, hanno concordato che nel caso intervengano, in corso di richiesta della Cigs, nuove disposizioni legislative che impediscano l'utilizzo della cassa integrazione straordinaria nelle forme stabilite nell’accordo, verrà ripristinata la procedura di mobilità per i 127 dipendenti interessati.

L’iter. La palla adesso è in mano all’Unione industriale di Pisa, che per conto dell'azienda e dei sindacati richiederà già oggi alla Provincia di Pisa un incontro per perfezionare, con un verbale di esame congiunto, la domanda di Cigs per cessazione di attività del reparto Logistica. E con gli stessi termini, un analogo incontro al Ministero del Lavoro, per perfezionare la domanda di Cigs per crisi aziendale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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