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Depurazione un accordo di programma da 160 milioni

PONTE A EGOLA. Da alcuni anni le dichiarazioni politiche danno strada spianata all’accordo di programma per la depurazione, il cosiddetto “Tubone”, che prevede di convogliare nei tre depuratori del...

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PONTE A EGOLA. Da alcuni anni le dichiarazioni politiche danno strada spianata all’accordo di programma per la depurazione, il cosiddetto “Tubone”, che prevede di convogliare nei tre depuratori del Valdarno (Ponte a Cappiano, Santa Croce e San Romano) gli scarichi civili della Valdinievole, dell’Empolese e in parte della Valdera.

Un piano da oltre 160 milioni (di cui 14 a carico dei conciatori), pensato negli anni ‘90, sottoscritto nel 2004 e rivisto nel 2008, che prevede 144 chilometri di nuove condotte e la dismissione di 47 vecchi impianti di depurazione. L’obiettivo è garantire ai depuratori del Valdarno una quantità d’acqua tale da diluire gli inquinanti risolvendo il problema degli scarichi in deroga, riducendo i costi di depurazione e limitando i prelievi da falda. Le condizioni per partire, in teoria, ci sono tutte. Oggi, invece, l’accordo sembra scontare dubbi e ristrettezze economiche di un settore in balia di una crisi che ha ridimensionato scarichi e prelievi. (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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