Il dolore
Troppi appalti vanno fuori Cna si appella ai Comuni
Le gare fatte con il massimo ribasso finiscono per escludere le imprese locali Colombini: «Così si toglie ossigeno alle nostre aziende, già fiaccate dalla crisi»
SANTA CROCE. Superare la logica del massimo ribasso. Mantenere tra le ditte del territorio i pochi investimenti che i Comuni sono in grado di sostenere. È l’appello della Cna di Pisa, lanciato da Santa Croce, nell’incontro con gli amministratori locali.
«Perché di lavoro non ce n'è – sottolinea Michele Colombini, presidente provinciale di Cna Impianti –. In un momento in cui il settore privato non investe le amministrazioni pubbliche sono l’unica medicina per le nostre aziende. A parole i sindaci sono tutti concordi con noi. Poi, però, continuiamo a vedere gare d’appalto col massimo ribasso, vinte da imprese del sud, quando le stesse gare potrebbero essere fatte sotto soglia o spacchettate». E aggiunge: «Le aziende locali garantirebbero qualità e tempi certi, ma soprattutto una ricaduta economica e sociale».
È quello che Marco Rossi del consorzio Cotrep definisce: «nazionalismo locale». E spiega: «Proviamo a cambiare proprio in questa zona, per diventare un modello». Più che un appello un grido d’allarme, di fronte ai dati impietosi del comparto artigianale: 250 ditte scomparse in provincia, tra cui 25 imprese edili nel solo comprensorio del Cuoio, con un crollo del 60% nel numero di bandi di gara nel secondo semestre del 2011, e un boom di richieste d’aiuto allo sportello aperto dalla Cna.
Da qui l’incontro con le amministrazioni, che giocano un ruolo fondamentale nella crisi delle imprese, schiacciate dai limiti del Patto di stabilità, che impedisce ai Comuni di saldare i conti con le aziende creditrici o di dare corso a investimenti programmati.
Presenti, oltre al sindaco Osvaldo Ciaponi e all’assessore Alessandro Valiani, anche sindaco e vicesindaco di Montopoli, Alessandra Vivaldi e Giovanni Capecchi, l’assessore sanminiatese Gianluca Bertini e quello provinciale Graziano Turini.
«Incassare una fattura da un ente pubblico è un percorso a ostacoli per le imprese – dice il coordinatore regionale di Cna Costruzioni e impianti, Antonio Chiappini –. La pubblica amministrazione italiana è il peggior pagatore in Europa, con un tempo medio di 180 giorni: 90 previsti in fattura (il lasso di tempo più ampio tra i paesi europei) più altri 90 di ritardo rispetto ai termini contrattuali. Solo in Toscana il Patto di stabilità tiene bloccati 4 miliardi di investimenti pubblici».
«È necessaria – aggiunge il presidente di Cna zona Cuoio, Alberto Parrini - un’azione congiunta tra noi e i sindaci per superare il Patto e mettere risorse nell’economia locale». Un invito condiviso dal primo cittadino di Santa Croce: «È umiliante per un sindaco comunicare alle imprese che non possiamo pagare. Ho visto ditte costrette a licenziare per colpa dei nostri ritardi. Il Patto di stabilità, di fatto, sta costringendo le aziende ad anticipare per noi i soldi che ci servono per le opere pubbliche».
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