Il Tirreno

Pontedera

Si va avanti con Puretta, la Fondazione mette i soldi

di Andreas Quirici
Si va avanti con Puretta, la Fondazione mette i soldi

L’ente finanzia per circa 150mila euro il progetto esecutivo e non ha dubbi Differenti le posizioni di alcuni sindaci seduti al tavolo della riunione di lunedì

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VOLTERRA. La posizione della Fondazione Cassa di risparmio di Volterra è chiara, rispetto alla questione Puretta: il finanziamento di circa 150mila euro, erogato per la realizzazione del progetto esecutivo dell’invaso prosegue. Un concetto ribadito anche nella riunione di lunedì, convocata dallo stesso ente per capire a che punto era la discussione in Valdicecina sul tema della risorsa idrica. Ne è nato un quadro che non è proprio unitario, almeno per quando riguarda le personalità istituzionali presenti all'incontro.

Fra qualche giorno ci sarà l'ufficialità di quanto emerso dalla riunione. Alla Fondazione, infatti, stanno redigendo il verbale che dovrà essere sottoscritto dai partecipanti. Ovvero i sindaci di Volterra, Pomarance, Cecina, Provincia di Pisa, Asa e Ato.

Tra i temi trattati anche quello dei finanziamenti. In pratica, fare il punto sui 12 milioni di euro necessari per la realizzazione dell'invaso che dovranno essere stanziati da Regione e Solvay, a cui si sommeranno quelli derivanti dalle tariffe. Un progetto richiesto dalle istituzioni, su cui la Fondazione ha investito per realizzare il progetto esecutivo, a fronte di una soluzione alternativa, individuata in Pian di Goro che sembrerebbe la più opportuna sotto tutti i punti di vista, ma che avrebbe tempi di progettazione e realizzazione, ma soprattutto costi molto alti. Quindi, secondo la Fondazione, avanti con Puretta cercando di accelerare i tempi.

Questa la posizione dellente, sostenuta dalla Provincia di Pisa, condivisa in qualche maniera dal Comune di Montecatini, osteggiata da quello di Pomarance e piena di dubbi per Volterra. Pian di Goro, per tutti, sarebbe la soluzione ideale, ma è sull'opportunità di trovare vie alternative a Puretta che si divide il fronte istituzionale. Un elemento non nuovo, ma che potrebbe avere ripercussioni sull'andamento della trattativa per l'accordo di programma che dovrebbe cominciare nelle prossime settimane. Intanto, l'altro giorno, la conferenza dei servizi regionale ha dato parere positivo per il rilascio delle concessioni minerarie denominate Poppiano e Cecina. Un passo fondamentale per la fine della cassa integrazione nello stabilimento Solvay di Ponteginori. Ora comincerà la partita più importante, quella per la definizione tra la multinazionale belga e la Valdicecina dove, secondo lo studio dei professori Cheli e Luzzati, ribadito anche durante l'ultimo consiglio comunale aperto a Saline di Volterra, la Solvay sfrutta il 48% del bacino del Cecina, estrae il 50% del sale, offrendo un valore aggiunto massimo del 2% in termini di occupazione e di distribuzione di ricchezza.

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