Sicurezza
Novità sul centro di salute mentale
Carlino, amministratore della società: serve tanto spazio, aspetto risposte
VOLTERRA. Oggi è il giorno della verità per il maxi progetto di salute mentale presentato nei mesi scorsi un po’ in sordina agli agricoltori volterrani, soprattutto ai proprietari di poderi e terreni in località Mazzolla. «Questa mattina aspetto delle risposte precise dai miei tecnici in loco che, insieme ad alcune persone si stanno interessando rispetto alla disponibilità dei terreni. Al momento dico che non ci sono i presupposti perché il progetto necessita di tanto spazi». A dire la sua è direttamente Domenico Carlino, amministratore delegato di Open design immobiliare srl che nel futuro di Volterra vorrebbe rivedere una sorta di centro dedicato alla salute mentale, chiamato “Giardino delle neuroscienze”, un progetto-clinica da oltre 2mila ettari per la cura e la ricerca delle malattie mentali e del cervello, con un polo universitario, costituito da facoltà attinenti a quelle patologie, con la prospettiva di centinaia di posti di lavoro. L’operazione (e le modalità di approccio) ricordano quelle avuta sempre dalla stessa società in quel di Rieti, nel 2010, poi sfumata. Fa strano che una proposta del genere non sia passata dagli uffici comunali. «Ho preso solo un caffé con l’assessore all’ambiente ma niente di più: prima voglio capire se ci potrebbe essere la fattibilità rispetto alla disponibilità dei terreni, poi in caso di risposta positiva informerò sindacati e politici per aprire un dibattito».
Carlino sarebbe disposto a fare anche un referendum con i cittadini, per capire il termometro e l’accoglienza di una struttura del genere. Là dove ancora gli echi dell’ex manicomio fanno male a tanti.
Per adesso la risposta degli agricoltori contattati viaggia su binari diversi. Alcuni, allettati dalla proposta - e in tempi di crisi più che mai è comprensibile - hanno poi detto no. «Troppo poca la disponibilità economica offerta, erano bucce», dice qualcuno a Mazzolla. Altri hanno reagito chiedendo soldi subito oppure niente. Qualcuno sta ancora trattando e tra i nomi degli “intermediari”, i coltivatori parlano di qualche personaggio vicino alla politica e di un membro dell’organo di indirizzo della Fondazione Crv, ente che già ha sottolineato di non essere coinvolto in alcun modo con l’operazione. «Se questa persona ha agito, lo ha fatto a titolo personale», aveva detto il segretario generale Sclavi.
Se il progetto, con le risposte attese per oggi, dovesse naufragare? «Potrebbe diventare una proposta da fare a livello intercomunale, considerata la mole», chiude Carlino.
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