Proteste
Un giudice contro l’autovelox
Annullata una multa per i dubbi sul limite di velocità dei 50 orari lungo la Bientinese
PONTEDERA. Ma è legittimo quel limite dei cinquanta chilometri orari fissato dalla Provincia di Pisa lungo la Bientina-Altopascio (detta “Bientinese”), nel tratto che da mesi e mesi viene costantemente monitorato dall’occhio vigile e severo dell’autovelox super tecnologico? Il dubbio rimane irrisolto anche dopo l’udienza che ieri mattina si è svolta dinanzi al giudice di pace di Pontedera.
Nonostante che quest’ultimo avesse richiesto da tempo, entro il 17 aprile, alla Provincia la copia dell’ordinanza con cui si determinava il limite dei 50 orari (sebbene la strada sia extraurbana e quindi rientrante come tale tra le arterie che dovrebbero avere come limite i 90 orari), gli uffici legali di piazza Vittorio Emanuele a Pisa non hanno prodotto in tempo utile la documentazione e non hanno quindi potuto difendersi in modo adeguato nella causa promossa da un automobilista multato.
Massimo Favilli, residente a Santo Pietro Belvedere e agente della Toro Assicurazioni di Pontedera, fu “immortalato” un anno fa dall’impietosa apparecchiatura mentre procedeva con la sua auto a 97 chilometri all’ora. Fu multato di 517 euro e scattarono per lui la decurtazione di sei punti dalla patente e la sospensione dello stesso documento di guida. Ma Favilli non la digerì e si rivolse immediatamente allo studio legale Marroni di Pisa per presentare ricorso sulla base di alcune motivazioni, fra cui l’illegittimità del divieto di 50 chilometri all’ora, la mancanza di visibilità dell’apparecchio e l’insufficiente distanza della cartellonistica dall’autovelox.
Il giudice intendeva approfondire l’aspetto relativo alla determinazione da parte della Provincia del limite di velocità, nutrendo qualche dubbio in merito, ed è per questo che nella penultima udienza richiese all’avvocato dell’amministrazione provinciale una copia dell’ordinanza. Questa, però, non è mai arrivata. Il legale della Provincia avrebbe voluto consegnarla al giudice ieri mattina direttamente in udienza, ma l’avvocato dell’automobilista si è giustamente opposto, lamentando il mancato rispetto della scadenza del 21 aprile.
A quel punto, il giudice ha dato torto alla Provincia, annullando la multa a Favilli. Per il momento, quindi, non è possibile sapere se il limite dei cinquanta orari è legittimo oppure no e, soprattutto, se le migliaia e migliaia di multe “sfornate” dall’autovelox sono da ritenersi valide.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
