Attenzione
Solvay, in vista un nuovo ricorso
Lo farà il Wwf e lo annuncia nel consiglio aperto di Saline: parte la raccolta fondi
VOLTERRA. Il primo consiglio comunale a Saline annuncia il ricorso al Tar del Wwf contro la decisione della conferenza dei servizi di ieri che ha dato parere favorevole alle concessioni Poppiano e Cecina, tra l'assenza di Provincia, Regione, Comuni di Pomarance e Montecatini e la Lista Civica che parla di apertura verso Pian di Goro. Più di cento persone, ad assistere il primo consiglio aperto, ospitato nella sala del dopolavoro dei Monopoli di Stato. Un consiglio sentito, perché inerente la questione Solvay.
Le prime due ore di consiglio sono state occupate per la presentazione dello studio "La Solvay in Valdicecina", finanziato per metà dalla Regione e presentato direttamente dagli autori Bruno Cheli e Tommaso Luzzati.
Il primo intervento è di Fabio Bernardini, tra i promotori, insieme a Danilo Cucini, della presentazione dello studio, «l'obiettivo era trovare un punto di vista comune». Quello che dispiace al capogruppo di Progetto Originario è che «il territorio è disgregato, lo si è visto con il protocollo ponte, come stasera con l'assenza dell'Alta Valdicecina».
La maggioranza civica ha parlato per bocca dell'assessore Simone Lonzi, che ha sottolineato come «l'acqua è una risorsa necessaria, per cui chiedo alla Regione che investa nella sistemazione dell'acquedotto e, abbandonata Puretta, trovi le risorse per realizzare Pian di Goro». Posizione che sembrerebbe in contrasto con quanto emerso nella riunione dell’altro ieri tra il sindaco Buselli, Provincia e Fondazione dove è emerso chiaro che si va verso il progetto esecutivo di Puretta.
Per la capogruppo del Pd Rosa Dello Sbarba, «c'è il dispiacere che anche stasera si sta promuovendo la politica della divisione fra i cittadini di Saline, chi promuove il diritto al lavoro e chi all'ambiente, fra chi è di un Comune e chi è di un altro». Ma non solo, ha anche ribadito la proposta di «una legge statale che tuteli il sale come la geotermia, e che obblighi la multinazionale a rispettare i patti presi». Duro l'intervento di Maurizio Marchi, di Medicina Democratica. Gli interventi dei rappresentanti del comitato, con Mori, Tani e Pedrinazzi, sono tutti d’accordo: «Con il protocollo ponte si è fatto il peggio, peggio di quanto si era fatto finora dicendo una menzogna, ovvero che la Solvay ha rispettato le prescrizioni. Viene il dubbio che chi comanda stia lavorando esclusivamente per Solvay». Per questo, si preannuncia un nuovo ricorso al Tar, e per questo, si inizierà con una raccolta fondi.
Riccardo Rinaldi
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