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Pontedera

Montopoli congela le tasse e le tariffe

di Giacomo Pelfer
Montopoli congela le tasse e le tariffe

Approvato il bilancio, il sindaco: «Un connotato politico forte, tutta l’attenzione è rivolta alle gravi difficoltà delle famiglie»

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MONTOPOLI. Nessun aumento per i servizi alla persona, neppure per gli adeguamenti Istat, con aliquota Imu al minimo per la prima casa e al massimo per le abitazioni sfitte. Il tutto, a fronte dell’ennesimo taglio di trasferimenti e di una macchina amministrativa al minimo delle forze, in un quadro di recessione che continua ad assottigliare le entrate dagli oneri di urbanizzazione, condizionando i pochi investimenti alla grande incognita delle alienazioni e ai limiti del patto di stabilità. È il bilancio di previsione 2012 del Comune di Montopoli, arrivato in approvazione nel consiglio comunale di ieri.

Una manovra che prova a congelare la situazione, a tappare le falle, tenendo a galla i conti in attesa di superare la tempesta. «Un bilancio con un connotato politico forte – dice il sindaco Alessandra Vivaldi – dove tutta l’attenzione è rivolta alle gravi difficoltà economiche delle famiglie».

Tagli e incertezze. Il vicesindaco con delega al bilancio Giovanni Capecchi sottolinea le complessità di una manovra mai così incerta. «Perché se è vero, da un lato, che il Governo ha finalmente restituito ai Comuni la leva fiscale – dice – dall’altro ci siamo resi conto di non avere alcuna certezza sulle entrate. L’Irpef, per esempio, si basa esclusivamente sui redditi in un momento in cui il lavoro è sempre più precario, senza dimenticare l’incognita del nuovo fondo sperimentale d’equilibrio. Il gettito Imu, poi, sarà superiore a quanto incassato con l’Ici, ma tutto ciò che c’è in più andrà direttamente allo Stato». Un quadro che rende complessa anche una quantificazione esatta dai tagli ai trasferimenti, che il Comune ha stimato in circa 360mila euro in meno rispetto al 2011. «Praticamente il 5% delle nostre spese», sottolinea l’assessore.

I punti fermi. «Nonostante il contesto – spiega Capecchi – abbiamo riconfermato le stesse risorse per il sociale, le politiche abitative, la scuola, la cultura e l’ambiente, mantenendo invariate tutte le tariffe per i servizi alla persona». Nessun aumento, quindi, rispetto al 2011, per asili nido, mensa e trasporto scolastico.

Niente balzelli neppure per l’occupazione di suolo pubblico (Tosap) e per i rifiuti (la Tarsu), senza prevedere neanche l’adeguamento Istat al 3%. «Abbiamo anche scelto di non applicare la tassa di soggiorno – ricorda l’assessore - mentre tutto ciò che recupereremo dall’evasione sarà destinato al sociale».

Aliquote Imu e Irpef. Sul fronte dell’Imu Montopoli conferma l’aliquota base dello 0,4% per la prima casa, portando invece allo 0,93% quella ordinaria, che sale al tetto massimo di 1,06% per le case sfitte. «Abbiamo però stabilito un’eccezione – spiega Vivaldi – per gli anziani in casa di riposo e per i cittadini residenti all’estero per lavoro, che pagheranno comunque l’aliquota base». Imu al minimo consentito (0,1%) anche per gli edifici strumentali del settore agricolo.

Sull’Iperf, invece, il Comune adotta la soluzione progressiva in 5 scaglioni, con esenzione per i redditi sotto i 10mila euro, fino all’aliquota massima di 0,8% per quelli superiori ai 75mila.

Austerity montopolese. La macchina comunale costa circa 7 milioni di euro. «Quasi la metà – fa notare Capecchi – rispetto a Comuni analoghi al nostro dal punto di vista demografico. Abbiamo appena 60 dipendenti per una popolazione di oltre 11mila abitanti». «Non solo – rivela il sindaco –: tutti gli amministratori, su mia richiesta, percepiscono da sempre solo il 50% dell’indennità, anche chi avrebbe diritto al 100%, soprattutto perché non mi piace creare politici di professione. Fino ad oggi non lo avevo mai detto per non cadere nel qualunquismo, ma considerata la situazione è giusto farlo sapere».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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