Il dolore
Troppo presto per dire addio
Grande commozione al funerale del ragazzino di 16 anni investito mentre correva a prendere il bus
ULIVETO TERME. La commozione e il cordoglio ha pervaso ieri pomeriggio la chiesa di Uliveto, stracolma di gente e di ragazzi per l'ultimo saluto a Saif.
Un ragazzo davvero sfortunato Saif, 16 anni compiuti a gennaio, 16 anni vissuti coi nonni e senza genitori, che per un'assurda fatalità ha perso la vita giovedì scorso a Caprona, investito mentre correva a prendere l'autobus per andare a scuola.
Gli amici, quelli di ogni giorno della piazza di Uliveto, come i compagni di scuola delle medie di Calci e dell'alberghiero di Pisa, lo hanno descritto come «un ragazzo esuberante dal cuore d'oro», come «un ragazzino che provava a fare il duro, quasi a nascondersi dietro una corazza, ma in realtà un angelo, con tanta voglia di vivere e sempre pronto a dare una mano al prossimo».
Ogni ragazzo o ragazza ha portato in chiesa un fiore, da lasciare sulla bara in compagnia di un piccolo pensiero sussurrato dentro al cuore. Saif nascondeva un'infanzia difficile e non tutti lo sapevano, perché forse lui aveva imparato a reagire con una forza d'animo fuori dal comune e una voglia di vivere quasi incontenibile.
Don Alberto, che ha celebrato il rito assieme al vecchio parroco di Uliveto, don Claudio, ha ricordato la difficoltà nel portarlo al catechismo. Una sua insegnante ha invece fatto presente quei continui richiami per riportarlo all'attenzione, ma anche la sua gioia trascinante al momento della ricreazione.
Sul feretro, insieme ai fiori, anche la maglia biancoverde del Calci, dove per qualche anno ha giocato a pallone. Fra i ricordi più commoventi quello del suo allenatore, che lo trovava sempre in ritardo e poco incline alla disciplina, ma non esitava a chiamarlo «il mio portierino».
Nel ricordo di tutti, indelebile, il sorriso di Saif, sornione e malinconico allo stesso tempo. A don Claudio, al momento del battesimo celebrato qualche anno fa a Caprona, Saif avrebbe chiesto della mamma Elisabetta, scomparsa quando lui era ancora un neonato. Di lui si erano occupati a lungo i nonni, e dopo la loro dipartita era stato affidato a uno zio. Nei confronti della famiglia tante le testimonianze di vicinanza e di affetto, da parte delle comunità di Uliveto, Caprona e Calci.
Presenti in chiesa anche i sindaci di Vicopisano e Calci, rispettivamente Juri Taglioli e Bruno Possenti. All'uscita dalla chiesa il feretro è stato accolto da due ali di persone e da un breve applauso, poi Saif è stato accompagnato nel suo ultimo viaggio al vicino camposanto.
Per giovedì prossimo, a una settimana dalla scomparsa del ragazzo, don Alberto ha invitato tutti i fedeli a una preghiera comune sul luogo dell'incidente.
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