Il dolore
«Quella è la sostanza della nostra lotta»
Cappellini (Fiom) spiega le divergenze: sull’articolo 18 noi più intransigenti e volevamo dirlo a tutti
PONTEDERA. «Volevamo quello striscione in testa al corteo perché rappresentava la sostanza della nostra battaglia», così spiega l’azione di forza cercata, in via Dante, Massimo Cappellini, delegato della Fiom-Piaggio e anima, insieme ad altri, della manifestazione-alternativa di ieri. «Tutti sanno che, nel solo mese di marzo – prosegue – sul tema dell’articolo 18 abbiamo speso 20 ore di sciopero. Su questo tema la Fiom è più intransigente della Cgil. E la nostra voleva essere una forzatura».
Che non è stata accettata dai dirigenti della Cgil. «Abbiamo chiesto anche di fare un intervento – prosegue Cappellini – volevamo parlare. Far parlare un lavoratore, dieci minuti, per dire la nostra, per spiegare alla gente che in questo momento ci stanno chiedendo tanti, troppi sacrifici. Ma anche su questo c’è stata una chiusura. Eppure altre volte era stato fatto, senza alcun problema».
Quello striscione, spiega Cappellini, rappresentava tutti i lavoratori scesi in piazza. Non solo coloro che c’erano dietro, non solo i delegati Piaggio. «Volevamo stare in testa perché simboleggiava la lotta dei lavoratori– conclude il delegato Fiom-Piaggio – Sul tema dell’articolo 18 la nostra posizione è più avanzata rispetto ad altre categorie della Cgil. Ma questo non significa che non ci sentiamo più parte di questo sindacato. Ci riconosciamo nella Cgil perché dieci anni fa è stato il sindacato che ha fermato proprio l’attacco a questo sacrosanto diritto dei lavoratori».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
