Il Tirreno

Pontedera

Guidi, la conferma è da quota “bulgara”

di Manolo Morandini
Guidi, la conferma è da quota “bulgara”

Effetto dispersione per la lista del candidato Pdl confinata a terza forza. Cresce la percentuale di chi non vota

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BIENTINA. È cambiato tutto dall’ultima tornata amministrativa, ma non qui. È a Roma che sono saltati i riferimenti e si assiste all’opera di una strana maggioranza. Nella città di San Valentino destra e sinistra hanno ancora un significato. E il sindaco Corrado Guidi, confermato per il secondo mandato con una maggioranza bulgara, lo rivendica con orgoglio. Nel 2007 i bientinesi lo avevano sostenuto accordandogli il 73,79% dei voti, mentre questa volta la lista “Uniti per Bientina” si è attestata a quota 81,88%, capitalizzando i cinque anni di mandato amministrativo con un balzo in avanti nei consensi di otto punti percentuali.

A dare l’assalto al municipio c’hanno provato in tre. Tante liste, quattro in tutto, con il risultato di un voto frammentato. Il rivale storico De Vito, abbandonato il cappello del Pdl, si è presentato con una lista civica a proprio nome, ma non ha sfondato. Rispetto al 2007 ha lasciato sul campo 624 voti. E quei 308 bientinesi che gli hanno rinnovato la fiducia perciò hanno soprattutto il peso di un’affermazione personale, contro gli apparati.

Lo schiaffo è doppio per il Pdl. Il candidato a sindaco pidiellino Renzo Bonicoli esce dall’urna col fiato corto, si è fermato al 7,26% dei voti. “I borghi e il chiaro”, la sua lista, è la terza forza. A poco è valso l’appoggio del Terzo polo (Udc, Fli e Api). Qualcosa non ha funzionato. Alle regionali del 2010 il Pdl aveva catalizzato 923 voti, l’Udc ne aveva riscossi altri 136.

E poi c’è la fuga delle casacche verdi. L’eco degli incredibili scandali che hanno travolto il movimento di Bossi è arrivato fino a Bientina. Susini è stato il primo a scendere in campo, quando ancora l’odore di quegli scandali non si sentiva. Ma nell’agone elettorale ha raccolto appena 69 voti contro i 246 dei bientinesi che alle regionali di due anni fa avevano sposato le ragioni leghiste.

Il dato dei rivali non sfugge a Guidi. «Alle elezioni politiche centrodestra e centrosinistra sono pressoché pari. Il risultato è il segno che alle amministrative si valutano soprattutto le persone più che la loro appartenenza».

Nessuna scaramanzia per il primo cittadino. «Avevo lasciato la scrivania in municipio ingombra di fogli, pronto a liberarla in nottata se avessi perso». Abito scuro, cravatta intonata. Giudi ha indosso anche i segni di chi è arrivato al termine di una lunga maratona. E il fervore della vittoria. Un doppio successo. L’altro è quello della squadra del cuore, lo scudetto della Juventus. «A casa ho esposto la bandiera bianconera perché la fede calcistica non si rinnega – dice –. I bientinesi sono persone intelligenti che votano il sindaco e non il tifoso».

La nuova giunta passerà da 6 a 4 assessori. «Tutti i partiti che mi hanno sostenuto saranno rappresentati, indipendentemente dai voti di preferenza dei candidati – afferma Guidi –. E gli assessori si dimetteranno da consigliere in modo da far sedere in aula i non eletti. Così torneremo ad essere in 12 ad occuparci di Bientina». Unica esterna Pierina Cetta, confermata assessore alla Pubblica istruzione. Per il resto ci sarà da giocare sugli equilibri delle deleghe. Verso la conferma Alvaro Maffei (Sel), Samuele Baroni (Prc), Leonardo Sassetti (Psi). E Roberto Niccoli che da consigliere conserverà la delega allo sport che nella passata legislatura ha esercitato in veste di assessore.

«Non abbiamo mai pensato di perdere queste elezioni – sostiene Giudi –. L’obiettivo era di superare il 70% dei voti di lista per confermare il consenso delle scorse amministrative. Perciò, ci siamo spesi in una campagna serrata, sapendo che non dovevamo dar niente per scontato. Venti incontri con le associazioni, una squadra di 25 persone che ha lavorato al programma, oltre ai contributi dei partiti, e al ruolo di coordinatore di Dario Carmassi». Un pensiero però va anche alle mura domestiche. «Quando si vince è tutto facile, ma se non si ha la famiglia alle spalle che ti supporta è dura». E aggiunge: «Siamo la prova che si può fare politica pensando al sociale e non solo occupandosi di urbanistica e lavori pubblici».

Anche a Bientina però si sconta il peso crescente dell’astensione. Alle urne è mancato il 42% degli elettori, in crescita del 7,06% rispetto al 2007. «Sono tempi difficili per riconoscere fiducia alla politica, ma una politica con la “p” maiuscola è sempre possibile. E ciò accade soprattutto negli enti locali dove gli amministratori si trovano ad incontrare persone in carne ed ossa con i loro problemi ed i loro bisogni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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