Il dolore
Bonicoli: «L’elettorato non è maturato»
A brindare è Antonio De Vito che con una lista civica torna a sedere nei banchi del consiglio
BIENTINA. Le elezioni nella città di san Valentino si son portate dietro un nugolo di reazioni. Appena fuori dal seggio centrale, allestito presso le scuole medie, l’ex vicesindaco Alvaro Maffei, in quota Sinistra Ecologia e Libertà, si è detto «più che soddisfatto di un’alleanza che sul territorio paga: Sel è la seconda forza politica dopo il Pd».
Un’ora prima che Guidi arrivasse al seggio centrale di Bientina intorno alle 16,30, Renzo Bonicoli dei “Borghi e il chiaro” - appoggiato da Pdl, Udc, Api e Futuro e Libertà - aveva lasciato la propria postazione. «L’elettorato di Bientina non è maturato», ha sbottato insoddisfatto. «La gestione attuale del partito non ha aiutato: l’elettorato si è spaccato, ed esiste sempre un vecchio blocco di centrodestra che ha preferito dare appoggio a De Vito. Ma onorerò il seggio aggiudicatomi».
Di certo c’è che le basse percentuali raggranellate dovranno far riflettere i vertici del Pdl che lo appoggiavano: da primo partito alle scorse politiche, la formazione di Berlusconi avrà un solo seggio in consiglio comunale. Uno smacco ancor più grande, se si pensa che la campagna elettorale è stata condotta all’insegna di sondaggi trionfalistici e slogan in funzione anti-De Vito – ormai ex capogruppo dell’opposizione fra gli scranni consiliari - tacciato dai pidiellini di essere un pericoloso dissidente, da schiacciare a tutti i costi.
Proprio Antonio De Vito sottolinea, invece, come nonostante la sua lotta solitaria e del tutto impari contro gli apparati di Pdl e Terzo polo messi insieme, sia riuscito a conquistarsi due consiglieri. «Il direttivo del Pdl di Pisa, che voleva farmi fuori, ha fallito miseramente. Davide ha battuto Golia, dimostrando che le divisioni nel centrodestra non hanno pagato. Le persone hanno capito che le lotte personalistiche e intestine non meritano di infangare la politica».
Da ultimo, la Lega di Giulio Cesare Susini che ha ridotto i propri voti rispetto alle regionali di circa due terzi. Anche se il candidato del Carroccio non si scompone, guardando fiducioso al futuro. «Siamo stati massacrati mediaticamente a causa degli scandali, per i quali chi doveva ha pagato. La campagna elettorale di questi mesi è stata dura – conclude -. Adesso l’impegno e di ripartire da coloro che ci hanno votato».(j.p.)
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