Il dolore
Una famiglia vuole adottare “Coca”
PONTEDERA. Mentre le indagini dei carabinieri non si fermano e cercano di capire per chi lavorava Massimo Pracchia, 32 anni, arrestato a Il Romito per spaccio di droga e maltrattamento di animali,...
PONTEDERA. Mentre le indagini dei carabinieri non si fermano e cercano di capire per chi lavorava Massimo Pracchia, 32 anni, arrestato a Il Romito per spaccio di droga e maltrattamento di animali, per uno dei cani-pusher, quello che ha rischiato di morire dopo che era stato riempito di droga, si apre la speranza di una nuova vita. La cucciola di dogue de Bordeaux, salvata grazie all’intervento di un veterinario autorizzato dai carabinieri, è stata data in affidamento temporaneo a una famiglia. Nei giorni successivi all’operazione, che ha permesso di recuperare cinque panetti di cocaina che un complice di Pracchia aveva inserito nell’addome del cane, l’animale ha lasciato la clinica veterinaria Cascina (che si trova a Fornacette in via Tosco Romagnola) ed è stato accolto da una famiglia. È stato amore a prima vista. I carabinieri sono stati informati della disponibilità della famiglia a prendersi cura del cane ormai ex corriere della droga. Per trasportare la cocaina l’organizzazione, di cui Pracchia fa parte, si serviva di cani ai quali tagliava l’addome per inserire gli involucri chiusi da cellophane contenenti la sostanza stupefacente.
Mai vista, almeno in Italia, una situazione simile. Di solito sono gli uomini e le donne a ingerire ovuli di cocaina. Di cani operati e trattati come “borse” viventi non si era mai sentito parlare.
I carabinieri della compagnia di Pontedera sono al lavoro per ricostruire i tasselli che mancano alla complessa vicenda.(s.c.)
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