Il Tirreno

Pontedera

Manuela cerca la schiacciata anche contro la sclerosi

di Paola Silvi
Manuela cerca la schiacciata anche contro la sclerosi

 Anche ieri è scesa in campo per giocare la gara 2 dei playoff contro Pomì Casalmaggiore. Ma la centrale della Biancoforno Manuela Caponi (nella foto), arrivata a Santa Croce a stagione...

2 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. Anche ieri è scesa in campo per giocare la gara 2 dei playoff contro Pomì Casalmaggiore. Ma la centrale della Biancoforno Manuela Caponi (nella foto), arrivata a Santa Croce a stagione iniziata per supplire all’infortunio della Filipovics, da anni sta combattendo un’altra, ardua battaglia.

L’atleta biancorossa, classe 1979, da novembre 2006 è impegnata a stoppare, non solo a muro ma anche nella vita, una rivale scomoda: la scelorosi multipla.

«Avevo da poco iniziato la stagione a Forlì, in serie A1 e il dottore della squadra, dopo aver osservato alcuni sintomi dubbi, mi fece fare ulteriori accertamenti. Poi, sono stata visitata da un neurologo, ho eseguito una risonanza e infine un prelievo di midollo».

E la risposta delle analisi è arrivata inaspettata. Un fulmine a ciel sereno. «Un colpo soprattutto per i miei genitori che volevano – continua Manuela – che tornassi a casa a curarmi. Ma io non potevo mollare così. La mia passione per la pallavolo ha prevalso e ho cercato di conciliare entrambi gli aspetti. L’attenzione alla mia salute, il monitoraggio della malattia e gli allenamenti, il parquet, gli attacchi, l’adrenalina del volley».

Dopo il testa a testa con la bestia nera, però, Caponi ha dovuto lottare anche contro i pregiudizi, le parole non dette, le frasi spezzate.

«Ci sono state delle volte in cui – aggiunge – squadre interessate a me, appena sapevano della mia malattia, ritiravano l’offerta. Col tempo invece la situazione è cambiata e migliorata. Anzi, devo ringraziare lo sport perché mi ha aiutato a non sentirmi diversa. A crescere, a non dar nulla per scontato».

Lo sport e non solo però. Perché Manuela studia conservazione dei beni culturali a Ravenna, il suo secondo amore. Anche se per il momento la pallavolo assorbe ogni suo attimo libero. Lasciata la casacca del Rota Volley Mercato San Severino, con alle spalle anche due presenze in nazionale, Manuela ha debuttato a gennaio a Santa Croce proprio nel match contro il Casalmaggiore. Stessa avversaria dei playoff. Attualmente la centrale santacrocese, punto di riferimento sottorete per il sestetto toscano, è seguita dal dottor Salvetti, al Sant’Andrea di Roma.

«Una visita nell’arco dei dodici mesi – specifica la giocatrice – per controllare la metamorfosi della malattia e una infiltrazione di interferone settimanale».

E nessuno, a guardarla, a vederla volare fra un attacco e l’altro, potrebbe pensare che Manuela è costretta a convivere con questo tormento.

«Non ha mai saltato una partita. È una ragazza che s’impegna – conclude il presidente della Biancoforno Giancarlo Campinoti – grintosa, che lavora in palestra e sul campo senza assolutamente risparmiarsi. Ce ne fossero insomma di pallavoliste brave, concentrate e professionali come Manuela».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa