Il Tirreno

Pontedera

È morto l’imprenditore investito

di Sabrina Chiellini
È morto l’imprenditore investito

Pietro Fiaschi, 73 anni, non ce l’ha fatta: era stato travolto da un muletto nella sua azienda

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SAN MINIATO. Non ce l'ha fatta Pietro Fiaschi, 73 anni, uno dei soci proprietari dell'azienda conciaria “Azzurra Pellami” che era rimasto coinvolto in un incidente la mattina di giovedì.

L'uomo era andato nella sua azienda (di cui era proprietario insieme a un socio e ai figli), come tante altre volte. Mentre camminava era stato urtato da un muletto durante una manovra compiuta da un dipendente. In particolare, era stato spinto da una cesta di ferro, usata per trasportare il pellame che era sul muletto. Fiaschi era caduto a terra e si era procurato gravi lesioni alla testa. Immediati i soccorsi, attivati dal socio e dal figlio stesso della vittima.

Sul posto era intervenuta anche Pegaso, l'eliambulanza, che aveva trasportato l'anziano al pronto soccorso dell'ospedale di Cisanello. E da qui era stato ricoverato in rianimazione. La prognosi era riservata.

I medici avevano ritenuto molto grave la situazione e avevano preso tempo per valutare meglio le condizioni di Fiaschi ritenuto fin dall'inizio in pericolo di vita. Ieri la notizia della morte (avvenuta durante la scorsa notte) dell'imprenditore di San Miniato che era molto conosciuto e stimato.

Sull'incidente è in corso un'inchiesta - per il reato di omicidio colposo - da parte della procura di Pisa che dovrà valutare eventuali responsabilità.

I tecnici della medicina del lavoro dell'Asl 11 sono intervenuti nell'azienda, situata nella zona industriale di Ponte a Egola, la mattina stessa del grave incidente per ricostruire la dinamica e capire cosa stesse facendo l'imprenditore quando è stato colpito, sembra per una tragica svista. Sia chi guidava il muletto che la vittima non si sono accorti della manovra a rischio. Era stato proprio il figlio del socio di Fiaschi il primo a rendersi conto che il muletto avrebbe investito l’imprenditore e a gridare, purtroppo inutilmente, all’operaio di fermarsi. Urla disperate, seguite dall’incidente che a distanza di giorni è costato la vita all’imprenditore.

La salma di Fiaschi è stata trasportata a medicina legale. L’uomo era un grande sostenitore del Tuttocuoio. Appassionato di podismo, faceva parte del gruppo “Il Ponte”.

Lascia due figli, era vedovo da tempo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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