Il Tirreno

Pontedera

Tornano i carbonari e si riscopre un mestiere

Tornano i carbonari e si riscopre un mestiere

Pomarance, l’investimento vincente di padre e figlio: vendiamo il materiale a grosse aziende che lo commercializzano e agli organizzatori delle sagre

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POMARANCE. Chi percorre la strada comunale che dalla regionale 439, porta verso Montegemoli , non potrà fare a meno di notare una piccola area dove si “cuoce” la legna, per ricavarne carbone. Un procedimento che fino alsecolo scorso, era conosciuto e praticato in larga scala, mentre oggi è quasi scomparso e sconosciuto ai giovani. A riportalo in auge è una famiglia arrivata anni fa dalla Calabria (carbonai di generazione in generazione) che sta ridando lustro a questo mestiere: compera la legna, la trasforma in carbone e lo vende direttamente, al dettaglio e a grosse aziende che a loro volta lo commerciano. «Localmente - dice Giuseppe - se ne vende molto per le sagre paesane dove si preparano le cosiddette pietanze alla griglia».

Si tratta di padre e figlio: Nazzareno (55 anni) e Giuseppe (31) Vellone, che oggi abitanto all’azienda agricola di “Serra di sopra”, vicini alla loro stazione operativa. In questa piccola area hanno ricavato due piazzole. E qui operano , ininterrottamente sulle varie fasi di preparazione e cottura. Con i tronchi più grossi, assoprellati in orizzontale, vanno a formare la camera di accensione. La carbonaia va poi ricoperta, prima con uno strato di paglia e sopra della terra fine. L’accensione si effettua con della brace preparata a parte e buttata, con la paletta, nella buca centrale che dalla base va alla sommità.

A questo punto il camino viene tappato ed il fumo fuoriesce dai fori, detti di respiro, praticati, a distanza di un metro l’uno dall’altro, vicina alla base. Per 4-5 giorni la carbonaia viene alimentata dalla sommità, giorno e notte, finché una consistente fiammata sta ad indicare l'avvio definitivo del processo di carbonizzazione.

Dopo un decina di giorni la copertura si perde la forma iniziale perché la legna cala il 40% del volume e l’80 % del peso . In base al colore del fumo che fuoriesce dai fori laterale si capisce il buon andamento della cottura e, quando il fumo sarà turchino e trasparente il carbone è pronto, dopo 15 giorni dall’accensione. Inizia poi la fase di raffreddamento immettendo una certa quantità di acqua, poi la cosiddetta sommondatura, cioè lo scoperchiamento dalla copertura di terra. Il carbone deve risultare leggero e suonante. Ci vogliono circa 15 giorni per avere il carbone. Il lavoro dei due carbonari è oggetto di tante visite di curiosi: i più anziani per rivedere un mestiere del passato, i giovani per scoprirlo.

Vinicio Bibbiani

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