«Sul fotovoltaico nessun scempio o illecito»
San Miniato: il sindaco Vittorio Gabbanini è un fiume in piena nel commentare le relazioni partorite dalla commissione d’inchiesta. «Tutto trasparente»
SAN MINIATO. «Nessun illecito, nessun interesse privato: tutti gli atti hanno risposto solo a logiche di corretta amministrazione finalizzate all'interesse comune». È un fiume in piena il sindaco Vittorio Gabbanini, intervenuto giovedì in consiglio al termine della discussione sulle relazioni alla commissione d'inchiesta sul fotovoltaico. Un vero e proprio sfogo. «Che viene dal cuore», ha detto il primo cittadino, dichiarandosi soddisfatto dell'esito della commissione: «Perché tutte e tre le conclusioni dimostrano che non c'è stato alcun illecito o irregolarità amministrativa. Sono una persona corretta, con la coscienza pulita. Non è mai esistito un caso fotovoltaico a San Miniato». Parole rivolte soprattutto in risposta alla relazione di Sel e Comunisti Uniti. «Non accetto che si parli di mancanza di trasparenza e di partecipazione – ha detto –: il 3 agosto 2010 tutti gli atti del fotovoltaico erano già sul sito del Comune e all'albo pretorio; poi in ottobre organizzammo un'assemblea pubblica a Roffia mostrando tutti gli impianti su un maxi schermo». Gabbanini ha quindi rivendicato la scelta delle rinnovabili e i successivi atti per regolarne lo sviluppo. «Tutti avevano visto quei progetti, compresi tanti tecnici: o sono degli incompetenti oppure tutto questo scempio non era stato ravvisato. Non nascondiamoci. Siamo un organo di indirizzo e di controllo: siamo stati noi ad indirizzare lì quegli impianti, cercando poi di gestirli al meglio, ponendo regole restrittive prima ancora della Regione. Io guardo il risultato: ho sempre detto che a San Miniato non ci sarebbe stato nessuno scempio, e oggi di 32 progetti ne sono stati realizzati solo 7, per poco più di 10 ettari. Dobbiamo comunque continuare a investire nelle rinnovabili. La legislazione qualifica questi impianti come "di pubblica utilità, indifferibili ed urgenti". Quindi noi non abbiamo fatto altro che applicare le leggi e le regole». E poi ancora: «Non c'è alcun interesse privato – ha proseguito Gabbanini –, si è parlato di soggetti che non conosco: né io né la mia giunta ha mai operato nell'interesse di privati ma solo per il bene collettivo. Invece qualcuno ha voluto gettare discredito sul nostro Comune, diffondendo anche notizie false o inesatte». Infine la difesa dell'operato della commissione, per i presunti ritardi nella diffusione dei documenti dell'Agenzia energetica provinciale. «La richiesta con l'elenco delle consulenze era stata evasa già il 26 gennaio».
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