Il Tirreno

Pontedera

Schiacciato dal furgone mentre lavora

di Sabrina Chiellini
Schiacciato dal furgone mentre lavora

Tragico incidente nella campagna di Staffoli. Il terreno ha ceduto e il mezzo ha ucciso un operaio di Acque spa di 52 anni

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA CROCE. È morto schiacciato da un furgone che era stato parcheggiato vicino a un pozzo nella campagna di Staffoli.

Antonio Cerri, 52 anni, di Badia di Cascina, si è avvicinato - ieri mattina prima delle 9 - per prendere alcuni attrezzi ed è stato travolto. Per quale ragione il camion si sia spostato dovrà chiarirlo l’inchiesta aperta dalla procura di Pisa. Il furgone potrebbe non essere stato frenato in maniera adeguata. Così come il terreno potrebbe aver ceduto all’improvviso. Le prime indagini dei carabinieri e dei tecnici della medicina del lavoro dell’Asl 11 di Empoli avrebbero escluso ulteriori possibilità.

Un incidente dalla dinamica apparentemente banale che però è costato la vita al povero operaio, sposato e padre di due bambini.

Il primo a rendersi conto della tragedia è stato un collega che era arrivato insieme a Cerri a Staffoli. I due dipendenti di Acque spa avevano due mezzi. Mentre Nico Galli, 38 anni, di Buti, era impegnato a manovrare il braccio meccanico di una gru posizionata su un camion, Cerri si sarebbe avvicinato al furgone. Il tempo di aprire il portellone posteriore e il furgone si sarebbe mosso travolgendo Cerri, poi rimasto intrappolato sotto il mezzo.

«Non mi sono accorto di niente. Non ho visto l’incidente. Ho capito solo dopo cosa era successo», ha ripetuto più volte disperato il collega della vittima. Lo ha detto ai carabinieri di Santa Croce e ai tecnici della medicina del lavoro intervenuti sul posto insieme ai vigili del fuoco di Castelfranco di Sotto appena è stato dato l’allarme. Ed è stato proprio il collega a telefonare al 118 di Empoli e a chiedere i primi soccorsi.

Sul posto è stata inviata un’ambulanza, oltre ai vigili del fuoco. Le condizioni di Cerri sono apparse disperate. È stato attivato anche Pegaso, l’eliambulanza, ma il suo intervento è stato inutile. L’elicottero del 118 è atterrato e poi ha fatto rientro alla base.

I drammatici soccorsi sono stati seguiti dal collega e da altri operai di Acque arrivati sul cantiere in piena campagna - nella zona della Paduletta - ma non molto distante dall’abitato di Staffoli e dai boschi di Orentano. Abbracci, sguardi in lacrime. Grande sconcerto. Mentre ci si interroga su come l’incidente sia potuto accadere.

Cerri lavorava per Acque spa dal 2003, sapeva quello che faceva, era apprezzato da tutti per le sue capacità.

«La dinamica dell’incidente è in fase di accertamento – scrive Acque in una nota –. La società e i colleghi di lavoro tutti, profondamente sconvolti, in questo momento vogliono solo stringersi attorno alla famiglia, alla moglie Michela e ai figli, ai quali vanno l’abbraccio commosso, il cordoglio profondo e l’umana solidarietà per il dolore indicibile che li ha colpiti». Strazianti i momenti in cui la moglie è arrivata sul luogo della tragedia, per un ultimo abbraccio al marito.

Il lavoro di carabinieri e operatori dell’Asl è andato avanti per ore. Per stabilire la dinamica ed escludere il coinvolgimento di altri mezzi nella tragedia. È stata sentita a lungo anche la testimonianza del collega che era sullo stesso cantiere, il quale però non ha visto, stando alle sue parole, la scena dell’impatto.

La salma nella tarda mattinata è stata trasferita a medicina legale per l’autopsia.

È il secondo incidente sul lavoro in due giorni nella zona. Restano infatti gravi le condizioni dell’imprenditore di 73 anni di San Miniato, Pietro Fiaschi, rimasto ferito giovedì scorso da un muletto mentre era all’interno della sua azienda (ci cui è proprietario insieme al fratello) nella zona industriale di Ponte a Egola.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca